VOLARE di Margherita Buy
‘Volare’, primo film nel ruolo di regista di Margherita Buy, presentato al Festival di Roma e uscito nelle sale nel febbraio del 2024, ci parla di una particolare fobia che colpisce una moltitudine di persone assai estesa. La paura di volare, ecco e, devo dire, che ho scelto di guardare questo film in una tiepida sera d’autunno proprio ripensando alle mie esperienze da viaggiatore in aereo. E, ricordando che, ormai tanti anni fa, manifestavo un tale timore per i viaggi su questi mezzi moderni e sofisticati da evitarli come la peste. Poi, mi sono fatto coraggio e tengo all’attivo decine e decine di voli. Tutti continentali non essendomi mai spinto oltre la vecchia Europa. Ma, oltre questa rapida e forse inutile digressione personale, cosa dire del film in questione?
La protagonista, interpretata sempre da Margherita Buy, è un’attrice famosa per la sua costante partecipazione a fiction televisive di successo ma di scarsa qualità. Quando le si presenta l’occasione di fare un salto di qualità nella sua carriera professionale, chiamata da un regista coreano per un interessante film d’autore, la nostra Anna B. (questo il nome d’arte della stessa attrice), declina più o meno gentilmente proprio per il timore di salire su un aereo. Mordendosi dentro per rimorsi e inquietudini mentre la figlia le annuncia la prossima partenza per la California dove è stata chiamata in un importante college. E, allora, la nostra Anna B. prende il coraggio a due mani e frequenta un corso dedicato proprio a coloro che condividono la fobia per gli aerei. Fino al finale quasi scontato.
Un film che tratta un argomento complessivamente interessante. La fobia per
l’aereo, in fondo, riguarda più o meno sottilmente e apertamente migliaia, forse
milioni, di persone sparse per il mondo. Comprese quelle che l’aereo lo
prendono abitualmente perché costrette da obblighi professionali, familiari o
amicali. Sia chiaro, non mi aspettavo niente di più rispetto a una commedia
leggera e senza grosse pretese. Però, resto sempre un po’ deluso di fronte a
film che propongono trame quasi scontate e battute destinate a non lasciare
alcun segno. Insomma, un film su un argomento che trovo assai rilevante anche
da punto di vista personale ma che poteva, a mio sommesso parere, essere
sviluppato molto meglio. O, addirittura e come dice un mio amico cinefilo (mi
rivendo spesso questa sua frase), si poteva anche non fare. Almeno l’ho visto
in TV senza spendere i soldi del biglietto del cinema. Talvolta, e in tempi di
low cost, cari, quasi, come quelli necessari per volare. Al prossimo
film.

Commenti
Posta un commento