RETORICHE

Non c’è nulla in questo primo mattino del secondo lunedì di settembre che stimoli la mia fantasia o la mia immaginazione. A parte qualche sogno (ricordato) particolarmente singolare mentre fuori veniva giù il diluvio.

 
Ieri sera, in mancanza d’altro, ho visto la finale del celebre torneo tennistico ‘US open’ , uno dei quattro del grande Slam. Con l’italiano di Bolzano o dintorni, Jannik Sinner, che ha avuto facile gioco sul suo avversario. l’americano Taylor Fritz.
 
Un match tecnicamente non eccelso, ha sentenziato qualche espertone, tuttavia il tennista italiano si è dimostrato assolutamente migliore dell’avversario soprattutto dal punto di vista della tenuta mentale. Nello sport, del resto, l’aspetto psicologico è importante tanto quanto quello tecnico e su questo non nutro alcun dubbio.
 
Ho comunque visto il match quasi per intero, un’esperienza che ha confermato la fatica che faccio nel vedere eventi sportivi per tutta la loro durata, partite di calcio escluse.
 
E, poi, al termine della storica impresa di Sinner, si è scatenata la solita propaganda nazional popolare. Un tennista che ci rende orgogliosi di essere italiani! Ecco, questa stronzata l’ho sentita dalla conduttrice della Domenica sportiva, storico rotocalco domenicale in onda sulla Rai, ma sono certo che simili e retoriche espressioni siano state pronunciate anche da altri.
 
E siccome mi piace andare fino in fondo alle cose (…), ho cercato di fare l’esegesi del testo o, meglio, della dichiarazione della brava conduttrice. L’orgoglio di essere italiani, ecco, una sorta di manifesto nazionalista che, anche senza andare oltre, già m’irrita profondamente. E, poi, tale orgoglio dovrebbe scaturire dall’impresa sportiva di un tennista che vive a Montecarlo. Dove paga anche le tasse. Non le paga in Italia dove magari servirebbero, che ne so, per scuole o ospedali.
 
E, così e in ultimo, pensavo che questi professionisti della retorica nazional popolare farebbero meglio a ricollegare certe forme di orgoglio patriottico e nazionalistico a cose un po’ più importanti di un torneo sportivo. Agli ospedali, alle scuole, allo stato delle carceri dal quale secondo un tizio abbastanza celebre si misura il livello di civiltà di un paese. Fino, e perché no, ai tombini otturati e che impediscono lo scolo dell’acqua ogni volta che piove come Dio, o chi per lui, comanda. E le immagini di questa notte col fiume di rifiuti galleggianti nei pressi del Colosseo, meriterebbero, forse, un sussulto di orgoglio nazionalistico. Senza togliere nulla al pur bravo Jannik Sinner.   

Commenti

Post popolari in questo blog