PEGGIO FASCISTI CHE SENZA LAUREA

Il nuovo ministro della cultura, nominato da pochi giorni dalla premier Giorgia Meloni, si chiama Alessandro Giuli. Un tizio che ha pose e look dannunziani e che, soprattutto, non ha mai rinnegato troppo la sua militanza, quando era giovincello, studente liceale e, quindi, universitario, in un’organizzazione di estrema destra. Quell’organizzazione si chiamava Meridiano Zero, a ricordo di una strampalata idea che venne in mente a qualche funzionario fascista durante il ventennio; quella d’istituire un meridiano tutto italiano a Battipaglia da contrapporre a quello di Greenwich perché mica potevamo farci imporre l’ora dalla perfida Albione!

 
Eravamo agli inizi degli anni novanta e in Italia succedevano cose. Ad esempio, c’erano i primi fenomeni migratori di massa e qualcuno ricorderà lo sbarco al porto di Bari di migliaia di albanesi. Cominciavamo a vivere in città multietniche e i fascisti, su questa cosa, costruirono la loro bieca propaganda. E, alcuni gruppi nati proprio all’inizio degli anni novanta, riscossero un discreto seguito nelle scuole e nelle università. C’era, soprattutto, Movimento Politico occidentale con una sede romana all’Appio Latino poi chiusa d’imperio dalla comunità ebraica romana. E, poi e per l’appunto, c’era Meridiano Zero e il neo ministro della cultura ne faceva parte a tutti gli effetti. Intanto prendeva la maturità liceale e s’iscriveva all’università, facoltà di filosofia, sostenendo tutti gli esami ma senza la necessaria tesi di laurea. Folgorato sulla via del giornalismo diventò il numero due niente di meno che di Giulianone Ferrara al ‘Foglio’ prima di diventare un habitué nei salotti televisivi. Con un tono garbato, apparentemente dialogante anche con le più lontane controparti politiche. Insomma, fascio sì, ma di quelli meno peggio avranno pensato in tanti. Il resto è storia di ieri. Con i camerati al governo è diventato prima direttore di un famoso museo romano, quindi e dopo le disavventure del povero Gennaro Sanguliano, ministro della cultura.
 
E qualcuno ha obiettato, ma questo non ha la laurea! Ora, io conosco un sacco di laureati tutt’altro che brillanti, stimolanti e spigliati. Insomma, così come l’abito non fa il monaco, il titolo universitario non garantisce, di per sé, il possesso di competenze e abilità necessarie per svolgere il ruolo di ministro. Semmai, l’inadeguatezza del Giuli, così come di tanti che stanno adesso al governo o ci bazzicano intorno, deve essere ricercata in qualcos’altro di più robusto ed essenziale. Giuli è un fascista, ecco tutto, e i fascisti non dovrebbero stare al governo. Elementare Watson, come direbbero nella perfida Albione dove tengono il meridiano di Greenwich. Con o senza laurea.        
 

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