PAURE

Chi è senza paura, come i senza peccato riportati in un celebre testo evangelico, scagli la prima pietra. Personalmente, sono un campione di paure, più o meno esibite o nascoste. E non perché sia necessariamente un codardo o un vigliacco.

Ho paura della morte al punto di farla diventare un pensiero ricorrente o quasi ossessivo. Ho il timore d’invecchiare troppo e male e, neanche a dirlo, ho paura delle malattie. Basta un semplice raffreddore, oppure, un reflusso gastrico un po’ più accentuato del consueto per indurmi alla classica domanda; e mo’ che c’ho?

Poi ci sono le paure riguardanti questioni meno gravi o più terrene. Generalmente ho paura ogni qual volta capita di modificare abitudini ormai consolidate, oppure, quando mi ritrovo a cimentarmi in attività per le quali sono ben consapevole di essere una pippa.

Così, ho il sacro timore di perdermi, di smarrirmi e non in senso metaforico, proprio nell’accezione più concreta. Il mio senso d’orientamento risulta prossimo allo zero e, devo dire, che la diffusione dei navigatori satellitari mi ha liberato da un bel problema, da ansie mai sopite, insomma, da una delle mie tante paure.            

Poi, ho paura delle cosiddette ‘brutte figure’, insopportabile conseguenza dell’eccessivo peso attribuito all’altrui giudizio. Non è timidezza, non più almeno, è semplice timore o consapevolezza dell’incapacità di gestire situazioni critiche o difficili. Sopportare le critiche altrui, ecco.

Poi ci sono le paure più comuni. Ho paura delle giostre, di montagne russe o ottovolanti e ricordo quando, qualche tempo fa, con un gruppo d’amici decidemmo di trascorrere una giornata in un famoso parco divertimenti. Dopo il primo e inconsapevole giro di giostra decisi, pavidamente, di ritirarmi a vita privata.

Ho invece il coraggio delle mie idee, non sempre delle mie azioni. E mi chiedo se troverei mai il coraggio d’intervenire per difendere una persona aggredita o in difficoltà: Com’è successo a un giovane di ventisei anni a Mestre qualche giorno fa. Intervenuto per difendere una donna da un aggressore che voleva rapinarla; è stato accoltellato e ha perso la vita. La propria vita, ecco. Per il coraggio, oltre che d’intervenire concretamente e fisicamente, di non voltarsi dall’altra parte. Non voltarsi dall’altra parte, ecco, e sentire il macigno delle ingiustizie commesse contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. Parola di Che Guevara, uno che di coraggio ne aveva parecchio.

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