11 settembre
PROPAGANDA LIVE
Apprendo, in realtà senza meraviglia e sconcerto, di una telefonata tra la premier Giorgia Meloni e l’ex premier Mario Draghi.
Ora, sono passati pochi anni dal successo elettorale della camerata Giorgia propiziato, proprio, dalla ‘fiera’ opposizione al governo presieduto dal banchiere romano. Come non ricordare gli strali lanciati dalla Giorgia della Camilluccia (è nata lì) contro quel governo che trascurava i sacri interessi del p
opolo per tutelare, soltanto, quelli di un élite di tecnocrati e finanzieri. E Mario Draghi, col suo robusto curriculum con incarichi sparsi in tutte le maggiori istituzioni finanziarie italiane ed europee, sembrava, proprio, il personaggio più adatto a rappresentare cotanto scenario. E, in conseguenza, il migliore bersaglio per chi, come la camerata Meloni, scelse saggiamente di restare all’opposizione di un governo ‘tecnico’ e sostenuto da una coalizione assai varia ed eterogenea. Una scelta politica che pagò e che consentì, in ultimo, alla leader dei fratellini e fratelloni d’Italia di vincere le elezioni e di formare il governo più a destra della storia repubblicana del paese in cui viviamo.
opolo per tutelare, soltanto, quelli di un élite di tecnocrati e finanzieri. E Mario Draghi, col suo robusto curriculum con incarichi sparsi in tutte le maggiori istituzioni finanziarie italiane ed europee, sembrava, proprio, il personaggio più adatto a rappresentare cotanto scenario. E, in conseguenza, il migliore bersaglio per chi, come la camerata Meloni, scelse saggiamente di restare all’opposizione di un governo ‘tecnico’ e sostenuto da una coalizione assai varia ed eterogenea. Una scelta politica che pagò e che consentì, in ultimo, alla leader dei fratellini e fratelloni d’Italia di vincere le elezioni e di formare il governo più a destra della storia repubblicana del paese in cui viviamo.
Ora, è evidente, come la camerata Meloni abbia accantonato tante delle roboanti promesse elettorali e gettato al macero anni e anni di slogan politici contro la Nato, l’America assassina e la stessa Unione Europea. Tanto da essere diventata filo atlantista e scodinzolare dietro la presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, per assicurarsi qualche scranno nel governo europeo. Chiacchiere e distintivo, insomma, una storia, in realtà, non proprio nuova se si parla di politica e di politici.
Del resto, Giorgia Meloni è ben consapevole come certe piroette, certi mutamenti a trecentosessanta gradi, non comportino, poi, chissà quale perdita di consenso elettorale. E, così, si appresta a varare la solita manovra di bilancio da poveracci senza poter nemmeno soddisfare gli appetiti delle categorie e dei soggetti che l’hanno votata. Che, magari, dovranno accontentarsi dell’ennesimo decreto penale buono per mandare in galera qualche poveraccio. Sul quale non avranno niente da ridire neanche la NATO, l’Unione Europea e, men che meno, il banchiere Mario Draghi.

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