SILENZI D'ESTATE

Per chi rimane in città, per scelta o per necessità, la settimana che comprende la giornata di Ferragosto è quella più vuota e silenziosa dell’anno. Intendo riferirmi, evidentemente, alle percezioni indotte dall’esterno. In sintesi, dal vuoto delle strade liberate, finalmente, dal traffico, dal silenzio di palazzine con tanti appartamenti con le serrande delle finestre rigorosamente abbassate. Per il resto si può riempire la propria vita anche restando soli e, addirittura, il silenzio circostante può aiutare nello svolgimento di determinate attività.

Ci pensavo durante questa mattina di una domenica d’agosto mentre facevo i consueti e necessari giri utili per la sopravvivenza quotidiana. E, perché no, per togliermi qualche sfizio, tipo quello di un caffè al bar. Per inciso, a ricordare il mio privilegio ci ha pensato il barista che, rispondendo alla sua collega che lo accusava di eccessiva lentezza, ‘il signore aspetta già da un po!’’ esclamava la ragazza, affermava, sornione e sorridente, ‘e beato lui che di domenica mattina aspetta un caffè!’. Non potevo che sorridere a mia volta con tutta la solidarietà nei confronti del tizio in questione costretto a lavorare anche in una domenica calda d’agosto nella settimana, appunto, più vuota e silenziosa dell’anno.

Da tempo ho scelto di abitare nella città vuota e silenziosa d’agosto. Perché ho dilapidato il tesoretto utile per le vacanze estive già durante le altre stagioni, per quell’atavica pigrizia che mi porta sempre a rimandare la necessaria programmazione per le ferie d’agosto, e per un dubbio assai fondato; mi chiedo, infatti, se ritrovarmi in qualche luogo di vacanza pieno e rumoroso non possa provocarmi un turbamento maggiore di quello della città d’agosto vuota e silenziosa. Insomma, è sempre una scelta tra il meno peggio.

E, comunque, la città vuota d’estate è meno vuota di tanti anni fa quando, ad esempio, la grande distribuzione era meno diffusa e i negozietti chiudevano tutti e nello stesso periodo. Addirittura si trova parcheggio con minore difficoltà in prossimità delle spiagge del litorale romano. Insomma, il vuoto d’agosto riserva anche vantaggi che invitano a non lamentarsi troppo. E il silenzio, in fondo, è davvero piacevole. Ottimo per scrivere, per leggere un libro e, perché no, per riflettere sulla propria condizione. Non fosse per questo caldo umido e appiccicoso la città vuota e silenziosa d’estate non sarebbe proprio male. Quindi, meglio godersela senza rimestare su alternative ormai perdute e senza lamentarsi troppo che, come faceva capire quel barista questa mattina, in fondo, c’è sempre chi sta peggio.

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