VIVA I POVERI

I poveri sono brutti, dico dal punto di vista estetico. Magari hanno anche discreti tratti somatici, insomma come mamma li ha fatti, ma la bellezza, poi, come il talento, deve essere coltivata e preservata. E questi, invece, mica possono andare in palestra, scegliere un look che li renda più giovani o attraenti o, chissà, curarsi i denti.

 

I poveri spesso sono sdentati, rifarsi i denti costa un botto, hanno barbe incolte e capelli a casaccio. Vestiti male, sporchi, qualcuno puzza pure. 

Poi i poveri, magari, sono maggiormente dediti al crimine. Leggevo qualche giorno fa una statistica sulle carceri. La popolazione carceraria è composta, prevalentemente, da migranti e tra gli italiani ci sono in maggioranza soggetti provenienti dalle regioni del sud. Insomma, più sei povero e più rischi di finire in carcere dove non hai l’acqua calda e nemmeno il ventilatore per sfuggire al caldo d’estate o la stufetta per ripararti dal freddo d’inverno. 

Però i poveri ci fanno tanta paura. Quelli che ci avvicinano per strada per chiederci qualche moneta per mangiare. Capita pure, oltre che di negargli l’aiuto, anche di rispondergli male, perché in quel momento ce rode er culo perché abbiamo discusso con un parente, un amico o un collega o perché la nostra squadra del cuore ha perso e non abbiamo neanche lo Stock 84 per consolarci. 

Ci penso spesso a questa roba qui e soprattutto d’estate, senza che ciò mi renda migliore degli altri. Anzi, devo pure sforzarmi per sfuggire a qualche senso di colpa. 

Poi leggo che in un paese del centro America, esattamente ad Haiti, il cinque per cento dei ricchi, dei più ricchi, possiede il novantacinque per cento della ricchezza. E mi chiedo ma in quale mondo viviamo? E perché questo mondo non lo rovesciamo come un calzino? 

Forse un giorno ci penseranno proprio loro, i poveri. E si ricorderanno di tutti noi, anche di quel giorno nel quale ci chiedevano una moneta e gli abbiamo risposto male perché c’era traffico o per l’arrivo dell’ennesimo anticiclone africano. 

Oggi, però, almeno ho dato una moneta da un euro al parcheggiatore. Bengalese, davvero brutto e con una camicia fantasia che, credetemi, non metterei neanche sotto tortura. Viva i poveri.

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