SALUTI ROMANI
Sono stato chiamato in causa mio malgrado, meglio interpellato per dire
cosa ne pensavo in merito a qualche fattaccio avvenuto qualche giorno fa a
Roma. A quale fattaccio mi riferisco? Vengo al punto, alla necessaria premessa
sperando di risultare breve e coinciso e non annoiare troppo coloro che avranno
la pazienza e il tempo di leggere queste righe.
Nella notte di domenica, insomma tra domenica e lunedì, come ogni anno e in
pieno centro di Roma, si sono svolti i festeggiamenti per il Natale, non di
Roma che quello è il 21 aprile secondo leggenda, ma della Roma, intesa come
squadra di calcio. Che, poi, e detto sempre senza lungaggini o pedanterie, non
è sicuro sia stata fondata il 22 luglio, giornata scelta ormai da anni da
migliaia di tifosi giallorossi per le dovute celebrazioni. Insigni e valenti
storici, studiosi dell’impegnativa questione, asseriscono con certezza e con
tanto di ritagli di giornale alla Pomata di ‘Febbre a Cavallo’, che
l’Associazione Sportiva Roma fu fondata di giugno, esattamente il giorno sette
dell’anno 1927. E, io, per non sapere né
legge né scrive sono generalmente portato a fidarmi di coloro che sprecano
un bel pezzo della loro vita a studiare.
Ecco, ma cosa è successo in questa e recente notte di luglio? E’ successo
che qualche migliaia di tifosi romanisti si è ritrovata sotto il Campidoglio
per dirigersi in corteo verso via degli Uffici del Vicario, proprio accanto
alla famosa gelateria Giolitti, dove c’era la prima sede della citata
Associazione Sportiva Roma. Cori, bandiere, abbracci e birre a go go e fino a questo punto nulla quaestio.
Il problema si è posto qualche giorno dopo quando su alcuni quotidiani on
line sono apparsi dei video con gruppi di persone, tifosi romanisti o sedicenti
tali, intonanti cori richiamanti all’infame ventennio fascista. Braccia tese e
quella canzoncina che riprende la musichetta di un pezzo assai celebre durante
l’era mussoliniana, niente di meno che ‘Faccetta nera’,
Così qualche amico mi ha chiesto, ma tu c’eri? Ecco, a dire il vero, e
avendo assoluta certezza a priori che certi fattacci sarebbero comunque
accaduti ho rinunciato a partecipare ai richiamati festeggiamenti.
Pensare di sfilare in un corteo guidato e gestito da fascistelli vari, beh,
questa proprio no!
Quando, tuttavia, ho visto i video pubblicati in rete accompagnati da
indignate disamine e articoli di giornale cartacei o digitali, ho pensato, beh
tutto qua? E vengo sommariamente a spiegare.
Ora, la canzoncina incriminata, in realtà viene cantata tutti i giorni, non
che Dio comanda, ma che gioca la Roma. All’Olimpico c’è una vera e propria
scaletta canora e musicale che prevede, poco prima dell’entrata in campo dei
calciatori, il famoso coro ‘Boia chi molla’ gridato dal gruppo dei Boys,
seguito da un manipolo posizionato nella parte inferiore della curva dai
richiamato ‘Faccetta nera’. E devo dire, con onestà pari al disgusto, che detti
slogan e cori sono seguiti da una buona parte della curva.
Ora che la curva sud della Roma, come altre curve sparse per l’Italia siano
gestite ‘manu militari’ da soggetti e
gruppi vicini a organizzazioni di destra ed estrema destra non è certo una
novità. E che, negli ultimi tempi, la conduzione di curve e gruppi sia affidata
a soggetti vicini anche ad ambienti più o meno malavitosi, neanche questa è una
novità. Mi piacerebbe, tuttavia, leggere un’inchiesta giornalistica seria e
articolata che documenti tutto questo, che lo spieghi e che, magari, affermi
tutte le complicità dei quali godono questi gruppi e questi soggetti. A partire
da quelli dei club per arrivare alle cosiddette forze dell’ordine che, tutto
sommato, garantiscono un’impunità inversamente proporzionale all’accanimento
persecutorio nei confronti, non so, di militanti di diverso colore politico. Senza
tralasciare l’aspetto più importante della questione. La sostanziale
indifferenza di quella moltitudine che banalizza, che minimizza, che,
complessivamente, non mostra alcun imbarazzo quando è circondato da gente che fa
sfoggio di tutto il pessimo repertorio nazi fascista. Migliaia di tifosi
romanisti che, anche nella serata di domenica scorsa, erano in centro e hanno
fatto finta di niente di fronte a braccia tese e inni al fascismo.
Personalmente, sono contento di restare fuori da queste cose. Mi sarò perso una
serata di festa ma ho sempre pensato che certi principi e valori non siano
negoziabili. Ritornare, forse, a un certo rigore morale potrebbe rappresentare
già un primo passo per non sprofondare definitivamente in questo baratro della
ragione e della civiltà.
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