GRACE DI MONACO di Olivier Dahan
Film del 2014 trasmesso sui canali on demand di SKy e suggeritomi per aver
visto qualche giorno prima Anna Karenina.
Un po’ biopici un po’ racconto storico nonostante qualche errore.
Nicole Kidman veste i panni di Grace Kelly, Grace di Monaco, e siamo
nell’anno 1962. Proprio in quell’anno il popolare e immenso regista Alfred
Hitchcock coltiva l’idea straordinaria di riportare Grace sul grande schermo, a
girare un nuovo film, ‘Marnie’, nel ruolo della ladra. La principessa è
entusiasta, il marito Ranieri non ha nulla in contrario; tuttavia i fatti, la
cronaca e l’attualità cambiano profondamente le cose, stravolgendo un favoloso
copione che sembra già scritto.
Il presidente francese Charles De Gaulle, proprio in quei mesi, vuole
imporre al Principato di Monaco nuove condizioni, assoggettandolo totalmente ai
voleri del suo governo. Ne scaturisce una controversia internazionale di grande
rilievo che coinvolgerà i governi degli altri paesi occidentali e metterà in
risalto, finalmente, il ruolo politico di Grace che, con abilità e destrezza,
riuscirà a risolvere l’annosa controversia. A costo, tuttavia, di rinunciare al
sogno di rivestire i panni dell’attrice.
Una storia interessante, un film breve, qualche errore storico in merito
alla disputa tra Ranieri e la sorella Antonietta esiliata dal regno monegasco
qualche anno prima, interpretazioni talvolta eccessivamente scolastiche. Un
racconto dal quale non mi aspettavo, certamente, spruzzate d’odio contro re,
principi o aristocratici vari ma che, inevitabilmente e in alcuni dialoghi, può
urtare la sensibilità di chi, magari, si rifà più all’Enrico IV di Shakespeare,
se viviamo è per camminare sulla testa dei re.
In questo film, invece, i principi vengono quasi esaltati nella loro
avvedutezza, nella loro magniloquenza e bontà d’animo.
Un film che, comunque, racconta un pezzo di storia che non conoscevo e
imparare nuove cose non fa comunque male. Guardabile, insomma.
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