CARACAS di Marco D'Amore
Adattamento cinematografico del libro ‘Napoli ferrovia’ di Ermanno Rea
scrittore partenopeo scomparso qualche anno fa.
Il film si apre inquadrando e rappresentando ciò che accade all’interno di
un fatiscente locale dove si riuniscono militanti fascisti. Soggetti che
organizzano ronde e spedizioni contro i loro nemici; soprattutto contro gli
arabi. Tra loro c’è Caracas, un uomo che si fa chiamare così raccontando di
venire proprio da lì, dalla capitale del lontano Venezuela.
Dopo un’azione particolarmente efferata che porta all’uccisione di un uomo,
Caracas intraprende la via del pentimento, smette i panni del fascista e abbraccia
proprio l’Islam. Conosce Yasmine, una ragazza che si ribella alle imposizioni
della sua religione e vive proprio vicino alla stazione, alla ferrovia,
autentico punto d’incontro di diverse culture apparentemente inconciliabili
Intanto Giordano, scrittore di successo, ritorna nella sua Napoli. Ha
intenzione di non scrivere più finché una banda di ragazzini non gli ruba il
borsello nel quale custodisce, soprattutto, i suoi appunti. Inseguendo la
ragazzina autrice del furto finisce proprio nella casa di Caracas. L’incontro
tra i due è tumultuoso ma, proprio da quella casualità, nasce questa tenera
relazione intorno alla quale s’intreccia tutto il filo logico e narrativo del
film.
Un film che descrive una Napoli onirica e misterica, si direbbe, quasi, un
omaggio alla Napoli sotterranea.
Si abusa, forse e a parer mio, di certi luoghi comuni. I bambini
abbandonati per le strade che vivono di piccoli espedienti e di furbizie varie,
la violenza, la stessa rappresentazione di fascisti e islamici assume tratti
eccessivamente caricaturali.
Spicca l’ottima interpretazione di Toni Servillo nei panni dello scrittore
Giordano e di Mirco D’Amore finalmente liberato dai panni di Ciro l’immortale
di Gomorra e, in questo caso, anche nel ruolo di regista.
Film uscito al cinema nella scorsa primavera e che ho lisciato nelle sale
col grande scherzo soltanto per un pelo. Meglio così perché confesso un pizzico
di delusione dopo averla guardata. Forse è consigliabile leggere il libro. O
forse no, chissà. Per il resto un film forse consigliato per attenti e
competenti cinefili. Per conto mio, l’ho trovato eccessivamente confuso. Per
quanto può valere, comunque, non merita nemmeno la mia assoluta stroncatura.
Quindi, dico, da guardare almeno in televisione e sui network che lo
trasmettono. Altrimenti fatevene una ragione e passate ad altro che la scelta è
varia e diversificata.
Al prossimo film.
Commenti
Posta un commento