SCONTRI
Quando ci sono manifestazioni con scontri con i tutori dell’ordine, dalle colonne dei giornali e dagli studi televisivi da dove vengono trasmessi i cosiddetti tg e notiziari si leva un coro quasi unanime nel condannare i violenti, i facinorosi e nell’esprimere la massima solidarietà nei confronti dei ‘poveracci’ in divisa aggiungendo, magari, che rischiano la vita tutti i giorni per garantirci benessere e sicurezza. Qualcuno, poi, si spinge anche a citare il povero Pasolini e i suoi ‘Scritti corsari’ con la storiella, trita e ritrita, dei poliziotti proletari e degli studenti borghesi ormai vecchia come il cucù.
Ieri è successo ancora con gli studenti manganellati da solerti poliziotti con scudi, caschi e una determinazione rafforzata, probabilmente, dalla consapevolezza di servire, tra i tanti padroni possibili e legittimati dal voto popolare, quelli più simpatici. I più meglio assai, direbbero a Napoli.
Ho visto qualche video e senza indulgere in spropositati vittimismi si vede un gruppo di manifestanti, alcune centinaia neanche troppi, spingere contro il cordone di poliziotti schierato a difesa del Senato accademico pronto a ribadire il proprio sostegno allo stato d’Israele e alle sue politiche criminali e genocidarie.
Fino alla carica, alle manganellate, ai fermi e agli arresti. E, in ultimo,
le dichiarazioni di qualche ministro e della camerata Meloni che ha detto che
questi manifestanti sono dei delinquenti esprimendo solidarietà per gli agenti
feriti. Che, poi, e si dice con qualche sorriso uscire feriti da uno scontro
con tutto quell’armamentario addosso è assai strano. O, al più, dovrebbe far
pensare alla necessità di cambiare lavoro visto che nun c’hai er fisico.
Scherzi a parte, la polizia in piazza sembra negli ultimi tempi piuttosto
nervosa. E pronta a caricare su ordine dei padroni di turno. Che, a quanto
pare, a questi soggetti in divisa, con caschi e manganelli e col foglio del
medico pronto per farsi qualche giorno di malattia, stanno particolarmente
simpatici.

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