LA SALA PROFESSORI di Iker Catak
Un film da vedere questo del regista turco Ilker Catak, ‘La sala
professori’, un ritmo incalzante, una trama che invita a interessanti spunti di riflessione,
una durata insolitamente breve di questi tempi di pellicole talvolta
eccessivamente prolisse.
Siamo in una moderna scuola di una città della Germania, un istituto
comprensivo si direbbe dalle nostre parti e anche oltre, che accoglie studenti
dalle primarie alle superiori. In quest’istituto la professoressa Carla Novack
insegna matematica ed educazione fisica. E’ un’insegnante che si direbbe
moderna e progressista, esorta continuamente i suoi studenti al pensiero
critico e a dimostrare le proprie affermazioni.
In questa scuola succedono cose comuni a qualsiasi istituto. Conflitti e
qualche brutto episodio. Furti di penne, matite anche di soldi. E di fronte al
ripetersi di simili fattacci la preside decide di convocare un consiglio
d’istituto dove i diversi insegnanti esprimono le proprie personali convinzioni
su come affrontarli e gestirli. C’è chi propone, addirittura, d’invitare gli
studenti alla delazione, a fare la spia.
Dei furti viene, in principio, indagato uno studente di origini turche.
Messo alla berlina, convocati i genitori si rivelerà, quindi, ingiustamente
accusato.
Quando la nostra insegnante, Carla Novack, con un abile trucchetto
investigativo scopre l’autrice di alcuni furti, il racconto diventa ancor più
incalzante e se vogliamo anche drammatico.
Un vero e proprio thriller psicologico e restano alcune considerazioni che,
più che altro, rappresentano come si scriveva in principio, spunti di
riflessioni. Sul potere, sull’organizzazione di strutture come quella
scolastica che restano, ancor oggi, improntate a criteri fortemente gerarchici,
l’insostenibile pesantezza di pregiudizi che sembrano, davvero, impossibili da
estirpare.
E un finale aperto, forse l’unico possibile anche se come tale lascia
sempre un pizzico di amarezza e confusione.
Da rimarcare la straordinaria interpretazione di Leonie Benesch nei panni
della protagonista, film candidato al Festival di Berlino come miglior film
estero in Germania. Ribadisco, da vedere.

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