INTERNET

Internet ha fatto sicuramente cose buone. Non saprei immaginare, oggi, un mondo senza i computers e quella rete che consente di togliersi qualsiasi dubbio in tempo reale. Chi era questo tizio e cosa ha fatto di così rilevante nella sua vita? Basta andare su un motore di ricerca e cercare con le giuste parole e, oplà, il gioco è fatto.

Una volta, ricordo ancora, quando facevamo le ricerche a scuola, su qualsiasi argomento occorreva industriarsi bene e cercare materiale informativo soprattutto accedendo alla propria biblioteca o a quella di qualche amico o conoscente. O recandosi in qualche libreria, emeroteca o, appunto, biblioteca istituzionale.

Non c’è dubbio, tuttavia, che l’utilizzo della rete presenti anche delle contro indicazioni. Forse ci rende più pigri e immaginiamo cosa succederà quando i programmi d’intelligenza artificiale saranno ancor più accessibili e sofisticati.

Ma, soprattutto, l’utilizzo della rete e la possibilità di disporre di una quantità infinita d’informazioni su qualsivoglia materia può ingenerare la falsa illusione di poter disporre dei saperi più disparati in breve tempo e minimo sforzo. Soprattutto, senza la fatica di studiare.

E capita, così, che tanti s’improvvisano esperti di discipline delle quali hanno, in realtà, una conoscenza assai limitata e superficiale.

Ci sono soggetti che si fanno diagnosi e prescrivono cure digitando sulla chiave di ricerca di Google i sintomi delle proprie patologie. Oppure che improvvisano analisi sociali, economiche e politiche credendo di saperla lunga a seguito della lettura di poche righe di qualche articolo più o meno attendibile. Se viviamo, ormai, in un mondo di tuttologi e, per giunta, d’insipienti tuttologi è conseguenza soprattutto del viziato utilizzo della rete internet. Che, comunque, ha fatto pure buone cose. Ripenso ancora quando facevo le ricerche a scuole e ne ricordo, in particolare, una commissionata dall’insegnante di geografia sulle regioni italiane. A me toccò l’Umbria e feci un’immane fatica per procurarmi materiale che m’illuminasse, che ne so, sulle bellezze di Perugia o Assisi o sopra le prelibatezze culinarie di Norcia. Oggi sarebbe tutta un’altra storia. La ricerca sarebbe più facile senza, per questo, farmi credere di essere un maestro di geografia. La tuttologia, e questo mi piace pensarlo e ribadirlo, la lascio ad altri e più supponenti soggetti.

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