CENSORI E AFASCISTI

Alla vigilia di un altro venticinque aprile, Festa della liberazione finché, almeno, questo giorno sarà segnato in rosso sui calendari, ritornano prepotentemente le polemiche su fascismo e antifascismo. La miccia, stavolta, è stata innescata da un atto di censura pare perpetrato da qualche caporione della televisione nazionale, la ‘mitica’ RAI TV che non è, come da canzonetta in voga tanti ma tanti anni fa, la BBC, nei confronti dello scrittore e storico Antonio Scurati.

Scurati, e per l’appunto, doveva leggere un breve ma intenso monologo sostanzialmente di condanna al regime fascista e che, in qualche modo, individuava qualche collegamento tra i capoccia del ventennio che fu e quelli attuali.

Il citato storico, comunque, è diventato il bersaglio della destra di governo che, attraverso i propri opinionisti e i giornali di riferimento, ha iniziato a sparargli contro ad alzo zero.

In particolare, muovendogli la classica accusa di essere, in fondo, attaccato ai soldi molto di più che a sani valori, principi e ideali politici. Scurati per il suo monologo sulla TV nazionale avrebbe percepito un lauto compenso, ecco! L’accusa di mercenarismo contro i nemici politici non è assolutamente un fatto nuovo. E’ stata mossa, giusto per citare qualche recente esempio, nei confronti di Saviano e di Fazio altri bersagli di certi giornalacci di destra.

Ma, andando oltre Scurati e il suo caso ormai diventato europeo o, addirittura, mondiale, mi permetto alcune riflessioni sulla questione del fascismo e dell’antifascismo e sulle difficoltà e gli imbarazzi dei brutti ceffi che governano il paese in questo periodo.

Ora non ho mai condiviso la pretesa di chi chiede alla camerata Meloni e ai suoi compari di dichiararsi antifascisti. In fondo, perché dovrebbero farlo ma, soprattutto, che senso avrebbe? Sarebbe un’enorme bugia, oltre che una mancanza di rispetto nei confronti di tutti gli antifascisti e, in particolare, di quei partigiani che hanno combattuto i fascisti, nonché di coloro che negli anni 70 e oltre praticavano legittimamente e meritoriamente l’antifascismo militante.

Si dirà, ma per governare uno Stato che si fonda su una Costituzione repubblicana e antifascista non si può fare altrimenti. Ecco, forse bisognava impedire che si arrivasse a tanto, che i fascisti potessero, ancora una volta, arrivare al governo del paese.

E, ancora, bisognerebbe ricordarsi sempre di essere antifascisti e non solo alla viglia della fasta della Liberazione o, peggio ancora, prima di un qualsivoglia appuntamento elettorale.

Quanto ai fascisti giocano sul fatto che, ormai, la maggioranza in questo paese non è antifascista. Al più è a-fascista. Conseguentemente è più facile minimizzare la storia del ventennio facendo credere che i crimini perpetrati da Benito e company si riducano, fondamentalmente, alle leggi razziali e che i nostri camerati erano diversi dagli efferati nazisti di Germania. E, ancora, ci sarebbero gli anni settanta dai quali, probabilmente, i nostri mostriciattoli al governo hanno collegamenti più diretti. E, a proposito di quegli anni, bisognerebbe ricordare il ruolo fondamentale dei fascisti nella stagione delle stragi di Stato, Un ruolo svolto anche da esponenti di quel MSI dal quale discendono gli attuali fratellini d’Italia e del quale conservano la fiamma sul simbolo.   

Commenti

Post popolari in questo blog