CATTIVERIE A DOMICILIO di Thea Sharrock
Un film che ho trovato quasi per caso, una specie d’incidente di percorso
cinematografico, insomma, che, poi e tuttavia, si è rivelato assai piacevole.
Cattiverie a domicilio di Thea Sharrock, commedia bizzarra e divertente ma
che, evidentemente, pungola lo spettatore nella riflessione su tematiche ancora
pesantemente attuali.
Siamo nel secolo scorso, intorno al 1920, quindi, appena trascorsi i
devastanti anni della ‘grande guerra’, e l’ambientazione geografica è quella di
una cittadina nel sud dell’Inghilterra sulla costa, esattamente nella regione
del Littlehampton.
Solite questioni che mi pongo appena finito il film, uscito dal cinema,
ingoiato l’ultimo goccio d’acqua dalla bottiglietta di plastica da mezzo litro.
Mi è piaciuto questo film? Tutto sommato sì, leggero, scorrevole, una
commedia non impegnativa ma che, comunque, non sconfina nel trashone nello
svolgimento e nei contenuti. Forse, un linguaggio eccessivamente triviale e lo
dico, anzi lo scrivo, non per una botta insana di perbenismo o perché mi sono
risvegliato improvvisamente bacchettone ma, semplicemente, perché ritengo che
l’eccesso di parolacce rischi di trasformare
certi personaggi in caricature.
Spunti di riflessione. Nel film, evidentemente, si parla di donne, e della
condizione delle donne un secolo fa circa. In Inghilterra siamo nel tempo delle
suffragette, della battaglia sul diritto di voto che presto sarà riconosciuta,
appunto, alle donne nella conservatrice e tradizionale Inghilterra; un tempo
dove una donna come l’immigrata irlandese Colin fa scandalo, così come la
figlia che vuole suonare la chitarra. E, ancora, la poliziotta Gladys, la prima
poliziotta del Sussex, con diritti ridimensionati rispetto ai colleghi maschi e
costretta a presentarsi, sempre, come donna poliziotta. Come se il suo genere non
si vedesse! E, in ultimo, queste donne, protagoniste assolute di questo film,
pur nella loro diversità trovano importanti punti d’unione e di contatto e
scoprono quella che si chiama ‘sorellanza’.
Film tratto da un libro e da una storia vera, leggero e con contenuti che,
probabilmente, potevano essere sviluppati meglio. Ma a me non è dispiaciuto.
Anche se ci sono giorni nei quali mi accontento di poco. Alla prossima sala.

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