IN TERRA D'ABRUZZO.
Che, poi a leggere qualche quotidiano, diciamo così, di area progressista,
uno in particolare, sembra quasi che questa destra di governo stia per fare il
cosiddetto botto. Le elezioni tenutesi in Sardegna solo un paio di settimane fa
avrebbero aperto le crepe dentro questa coalizione di fascio leghisti
supportati, anche, da qualche sopravvissuto all’epopea del povero Silvione.
Bisogna dire, comunque, che in Sardegna la pur brava Alessandra Todde ha
prevalso sul suo competitor, il sindaco (uscente) di Cagliari Paolo Truzzu con
il tatuaggio Trux sul braccio, per una manciata di voti. Poco più di mille
sembrerebbe e, cosa dire, è come vincere nei minuti di recupero con un autogol
o una rete segnata dopo un mischione in area di rigore. Mi si perdoni e mi si
consenta il paragone ma a me piace ricondurre robe più o meno serie a metafore pallonare.
A me, appunto, la situazione sembra più chiara e ne parlavo qualche giorno
fa con un amico, compagno rivisto dopo qualche tempo.
Questa destra, a mio parere e nonostante i suoi limiti e la grossolanità
della sua classe politica e dirigente, può avere vita abbastanza lunga.
Ha un supporto, un consenso non maggioritario nel paese ma sufficiente a
garantire di restare al potere a livello nazionale e locale per un tempo non
breve.
A supportarla c’è l’attuale legge elettorale, una schifezza scritta,
addirittura, dalla cosiddetta sinistra che, poi, non ha mai avuto la forza o la
convinzione di modificarla. Da aggiungere, poi, la debolezza di un’opposizione
parlamentare confusa, frammentata e con poche idee. In Abruzzo ci sarà il campo
largo o larghissimo, presenti anche i reprobi Calenda e Renzi, in Basilicata
dove le elezioni si terranno tra poco più di un mese non c’è un ancora un
candidato presidente. E, ancora, un’opposizione sociale, quella vera e reale,
che procede a sprazzi e nella difficoltà di costruire un movimento di piazza
forte e stabile. Impresa non facile tenuto conto anche della repressione sempre
più sottile e feroce operata non solo da chi sta al governo ma, anche, da chi
racconta certe storie dalle pagine dei giornali o dagli studi delle
televisioni. Narrazioni tossiche che servono a criminalizzare chi scende in
piazza denunciando ad esempio, il genocidio che lo stato d’Israele sta operando
nei confronti della popolazione palestinese di Gaza.
E quindi non ci resta che aspettare l’esito di queste elezioni in Abruzzo
dove, pare e soprattutto negli ultimi giorni, sono piovuti milioni e milioni di
Euro elargiti dal governo per sostenere opere e migliorie grandi e piccole.
Addirittura la nuova linea ferroviaria tra Roma e Pescara. Gli attuali tempi di
percorrenza, attualmente, si attestano intorno alle quattro ore circa. Ricordo
che era così anche nel lontano 1989 quando, appunto, presi un treno che da una
stazione romana (non ricordo quale) era diretto proprio a Pescara. Si giocava
la partita di campionato tra Roma e Ascoli in campo neutro e finì, ho una
memoria forte per queste cose, zero a zero con un rigore sbagliato da Giuseppe
Giannini detto il principe. Domani, invece, in Abruzzo non potrà finire a reti
inviolate. Qualcuno dovrà vincere e anche e magari per una manciata di voti
come avvenuto poche settimane fa in Sardegna. Sperando che, come scrive qualche
inguaribile ottimista, questa destra di fascisti stia, ormai, veramente alle
corde.

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