MI FACCIA IL PIACERE

Credo che esistano poche persone al mondo che possano dire, in tutta onestà, di non aver chiesto mai niente a nessuno! Di essere sempre e comunque rimasti fuori da quell’insulsa pratica dei favori reciproci, dell’oggi io do una cosa a te ma, domani, tu ne dai un’altra a me. 

È una pratica, questa, particolarmente diffusa nel nostro paese che risente, evidentemente, di decenni e decenni di cultura clientelare e democristiana. 

Personalmente non mi sento senza peccato e non mi piacciono neanche coloro che danno lezioni di morale. Mi è capitato di chiedere favori per me o per altri a me vicini, qualche volta di renderli, altre volte no. 

Però su alcuni aspetti mi sento assai tranquillo con la coscienza. In primo luogo non ho mai abusato di questa pratica, non sono mai andato, che ne so, alla ricerca di un amico che potesse agevolarmi nel disbrigo di qualche pratica amministrativa. E mi sono rivolto, quando si è verificata l’occasione, a persone con le quali ho un rapporto di amicizia fraterna e che, tutto sommato, corrispondono a quell’universo di valori al quale cerco di fare riferimento nella mia vita quotidiana. 

Insomma, non chiederei mai un favore a qualcuno che disprezzo cordialmente; non chiederei, ad esempio, mai un favore a un fascista. E mi guarderei bene dal chiederlo a chi so lo farebbe solo per interesse e per avere, in futuro, un reciproco vantaggio.


 

Mi è capitato, invece, non di far favori ma, almeno, di donare, talvolta, un po’ di bene pur essendo assai pragmatico e scarso, insomma, di complimenti. E quando sono riuscito in quest’impresa mi son sentito meglio senza, s’intende, la tentazione di rivalermi in seguito chiedendo reciproci piaceri.  

 


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