MANIPOLAZIONI

Leggo, lo faccio quotidianamente e anche più volte al giorno pensa un po’, delle reazioni assai scomposte a seguito della contestazione di un gruppo di studenti all’Università di Napoli nei confronti del direttore del quotidiano ‘La Repubblica’ Maurizio Molinari. Il tizio in questione a quanto pare voleva presentare il suo ultimo libro che tratta di geopolitica nel mar Mediterraneo; e ancora, pare, che il suo intervento oratorio sia stato impedito, per l’appunto, da un gruppo di studenti ignoranti, volgari e schiamazzanti.

E nelle ore e nei giorni seguenti a questi poveri studenti hanno detto e scritto di tutto. Intanto sono antisemiti perché, magari, pensano che il governo israeliano stia un tantinello esagerando con i palestinesi. Addirittura qualcuno di loro ritiene che a Gaza sia in atto un vero e proprio genocidio.

Ci vorrebbe poco a capire che contestare le politiche del governo d’Israele non significa seguire i dettami del Mein Kampf o negare l’Olocausto.

Come ci vorrebbe poco a non azzardare complicate analisi sociali che vorrebbero, addirittura, ricollegare qualsiasi e seppur minuscolo conflitto sociale di questi giorni e settimane con gli anni settanta e con il ritorno della lotta armata altrimenti definita terrorismo.

E su quest’accozzaglia di stronzate pare che ci sia un fronte comune e trasversale che mette insieme i fascistelli dell’attuale governo con i sedicenti progressisti che siedono ai banchi dell’opposizione o scrivono su impegnative e storiche testate.

In realtà questo laboratorio di stronzate e strumentalizzazioni è pienamente attivo e funzionante da tempo.

Mi viene in mente il tempo della pandemia che sembra lontano anni luce e invece dista solo di qualche anno. Quando chiunque si opponeva o criticava le politiche governative di gestione della pandemia, il famigerato green pass o l’obbligatorietà delle vaccinazioni veniva messo al pubblico ludibrio e iscritto d’ufficio al partito o movimento dei complottisti da scie chimiche se non dei forzanovisti di Castellino e Fiore.

Insomma, la pratica di banalizzare, stroncare e criminalizzare qualsiasi voce critica o conflitto sociale è assai vecchia e, negli ultimi tempi, ha registrato una discreta accelerazione. E sconforta ancora di più pensare che anche coloro che si attribuiscono l’etichetta di sinceri democratici e progressisti si accodino, convinti, a questa canea reazionaria. Ospitando, addirittura, le farneticazioni del fascista Ignazio La Russa che, oggi, ha visto pubblicata una sua lettera proprio sul quotidiano ‘La Repubblica’. Una lettera dal titolo impegnativo, ‘Non ripetere gli anni settanta’. Ma magari tornassero! Intanto e credo che l’ospitata di La Russa sia motivo sufficiente per ‘accannare’ la lettura di questo quotidiano.  


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