BOOMERS E NO
Questa mattina sono andato all’ufficio postale. Un’esperienza che non
facevo da un sacco di tempo abituato, ormai e come si dice, a domiciliare le
mie varie utenze, ovvero, a pagarle con i più moderni sistemi informatici e
tecnologici. Quindi, attraverso addebiti vari su conti correnti o carte di
credito.
Mi sono sorpreso, dunque, nel vedere ancora tanta gente fare ordinatamente
e diligentemente la coda con il proprio bollettino cartaceo in mano. Anche se
molti, in verità, avevano una prenotazione fatta sull’applicazione delle stesse
Poste italiane.
Ho ricollegato questa mia singolare esperienza mattutina e l’osservazione
di quei tizi, antichi come il piombo, con il bollettino di carta in mano con un
post che girava in questi giorni su un celebre social. Un post scritto,
probabilmente, da un boomer o, addirittura, da qualcuno arrivato al mondo prima
degli stessi e menzionati boomers.
Era il solito post assai melenso che rimpiangeva i tempi andati, quelli
dove si giocava a pallone al cortile e si telefonava esclusivamente con un
apparecchio fisso. E non c’era whats App e nemmeno Tik Tok e gli smartphone
erano ancora al di là da venire.
Si stava meglio, insomma, quando si stava peggio, il motivetto è sempre
questo e l’analisi senza neanche mettersi l’elmetto come nella strepitosa Bomba
o non bomba di Antonellone Venditti, roba da boomers anche questa, che tutte
queste diavolerie tecnologiche, informatiche e digitali ci avrebbero tolto
l’anima e, soprattutto, la capacità d’instaurare reali e profonde relazioni
umane.
Ora non nego che la società in cui viviamo sia assai diversa di quella di
qualche decennio fa e che, talvolta, è anche bello ripensare a un tempo che fu
senza computer e telefonini.
Ma la domanda che mi pongo e che porrei a quei tanti boomers e oltre che
rimpiangono tempi andati mentre, magari, stanno chinati sul proprio smartpone a
vedere se è arrivato qualche nuovo messaggio sul gruppo di whats App,
riusciremmo a tornare indietro e a rinunciare a tutte quelle novità
tecnologiche che, comunque, hanno cambiato la nostra esistenza? E non sempre in
peggio. Probabilmente no e con buona pace per i nostalgici delle partite di
pallone in cortile e della chiamata o all’amico o all’amica di turno con
l’amarezza di non trovarlo in casa e dover, quindi, chiedere al genitore, al
fratello o alla sorella di turno, quando posso richiamare? Vuoi mettere
telefonini e smartphone dove, al massimo, la delusione è riposta nella voce
automatica dell’operatore che avvisa che l’utente non è momentaneamente
raggiungibile. Comunque emozionante. O no?

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