SCIOPERO

Tornando per un po’ alle bassezze della politica italiana, leggo del tentativo del governo, in particolare del ministro dei trasporti Matteo Salvini, di delegittimare ulteriormente il diritto di sciopero ancora riconosciuto e garantito dalla Costituzione.

In realtà, non è la prima volta che questo losco figuro, cazzaro compulsivo e mentitore seriale nonché assiduo scendiletto dei potenti di turno, palazzinari, imprenditori impicciaroli e simili, attacca questo sacrosanto diritto che, tuttavia, ha perso nel tempo gran parte della sua incisività.

E’ già successo qualche settimana fa con le precettazioni dirette nei confronti dei lavoratori del trasporto pubblico che, a dire del segretario leghista, non potevano permettersi di mettere in ginocchio il paese per intere giornate.

Ma ciò che preoccupa maggiormente non deriva dalle boutades di questo cazzaro e fannullone compulsivo sempre alla ricerca del classico quarto d’ora di celebrità alla Andy Warhol. M’inquieta, invece, quel senso comune sempre più diffuso e che viene cavalcato da Salvini così come da altri esponenti di questo governo di mostri. Un senso comune che considera chi sciopera una specie di parassita che cerca soltanto di sottrarsi dalle fatiche della giornata lavorativa. Dimenticando che lo sciopero ha un costo, un prezzo ancor più oneroso in periodi come questo dove si fatica sempre più ad arrivare alla canonica fine del mese. E che il venerdì per tantissime categorie di lavoratori costretti a turni di sabato e domenica non rappresenta alcun anticipo di ponti, o week end al mare o in montagna. 

E’ evidente, peraltro, come a tanto schifo si sia arrivati anche grazie alle titubanze, agli errori e agli orrori di chi ha gestito in questi anni le maggiori organizzazioni sindacali. E dalle trasformazioni prodotte nel mercato del lavoro all’interno del quale il diritto di sciopero è di fatto precluso o impedito a tantissime categorie. Soprattutto a chi si ritrova con contratti precari, senza garanzie, o a chi, addirittura, deve aprirsi una partita IVA, fingendosi lavoratore autonomo per raccattare qualcosa utile a mettere insieme il pranzo con la cena. Tutte considerazioni utili ma che nulla tolgono allo schifo e al ribrezzo suscitate dalle esternazioni di un ceffo come l’attuale ministro dei trasporti che non ha mai sentito in tutta la sua vita il fastidioso suono di una sveglia al mattino. E che sarebbe ora si cercasse un onesto lavoro.

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