NEL FANGO
La vicenda è assai nota. Due comici russi secondo taluni vicini a Vladimir Putin e ai servizi segreti di Mosca hanno teso un bello scherzo telefonico alla premier italiana, la camerata Giorgia Meloni. Che, così pare e come si dice dalle mie parti, ci è cascata con tutte le scarpe. Celebre detto popolare, a Londra e dintorni si tratterebbe di phrasal verbs, ovvero illustrare un concetto con una leggera metafora. E, poi, a chi non è successo almeno una volta nella vita di cascarci con tutte le scarpe? Non solo e come si scriveva poco innanzi metaforicamente ma proprio fattualmente. A me, ad esempio, successe nel campetto di basket della scuola che utilizzavamo per accanite partitelle di pallone. Per recuperare velocemente il pallone, appunto, al limite delle linee laterali del medesimo campo in una giornata che seguiva piogge consistenti caddi in una pozzanghera. MI rialzai tutto inzaccherato, fortunatamente senza alcun significativo trauma fisico ma con il consapevole imbarazzo di dover trascorrere le ore che rimanevano prima del suono della campanella che segnava la fine delle lezioni quotidiane sporco di acqua e fango. E con gli sguardi addosso e divertiti di qualche perfido compagno.
Tornando, invece, alle gesta dell’italica camerata Meloni cosa dire? Alcune
considerazioni assai veloci. Viene da pensare all’inadeguatezza, al dilettantismo
delle brutte ceffe e dei brutti ceffi che governano questo malandato paese. Un
fatto che, a ben pensarci, rappresenta, al momento, una delle poche speranze
per toglierseli di torno. Come possono durare a lungo personaggi che cadono in
uno scherzo telefonico tanto banale, con la superficialità di una vittima di
una televendita alla Vanna Marchi o di una di quelle truffe tipo pishing?
E, ancora, questa vicenda fa tornare in mente i vecchi scherzi telefonici.
Quando si potevano fare scherzi telefonici senza la certezza quasi assoluta di
essere subito sgamati. Ora, con tutta la tecnologia esistente, è praticamente
impossibile spacciarsi per qualcun altro mentre si inoltra una chiamata
telefonica. Il numero del chiamante risulta immediatamente sul telefono del
chiamato. E’ vero che attraverso qualche combinazione è possibile nascondere il
proprio numero ma chi risponderebbe a uno sconosciuto senza un minimo di
attenzione e diffidenza?
Un tempo gli scherzi telefonici ispiravano anche trasmissioni televisive e,
soprattutto, radiofoniche di discreto successo e facevano anche ridere. E si
potevano fare da apparecchi fissi ma, anche, dai mitici telefoni a gettone dentro cabine prima gialle
e poi arancioni. E il gettone valeva duecento lire ed era sinceramente
antiestetico.
Fino alla tecnologia di telefonini e smartphone che, tuttavia, non è
bastata alla camerata Meloni per non cascarci con tutte le scarpe.
Ricordandomi, se non altro, vecchi scherzi e quella caduta nel fango di una
pozzanghera che mi costrinse per qualche ora a indossare panni sporchi di
fango. Nel fango ma, per fortuna e in tale circostanza, soltanto di fatto senza
alcuna metafora.

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