C'E' ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi 

Mi aspettavo un buon film ma, una volta tanto, la realtà è andata oltre le aspettative. Mi riferisco al primo film di Paola Cortellesi, ‘C’è ancora domani’, da pochi giorni in proiezione in moltissime sale cinematografiche.

Una storia ambientata a Roma nella primavera del 1946 con le strade ancora occupate dalle camionette degli americani e l’attesa frenetica per il referendum istituzionale, quello della scelta tra repubblica e monarchia. Un’elezione aperta per la prima volta in Italia alle donne. 

Donne che sono al centro di questo film di Paola Cortellesi che, chiamata a parlare di questa sua prima opera nel corso di un’interessante intervista, ha affermato di voler rappresentare quelle donne cosiddette ‘minori’, non quelle finite su qualche libro di storia ma coloro che, attraverso una vita spesso assai tosta e sacrificata, hanno fatto la storia. 

La protagonista del film, Delia interpretata dalla stessa regista, è una donna che vive in una periferia romana. Sposata con Ivano, un uomo spesso burbero e violento, madre di tre figli con l’ulteriore accollo di un suocero a carico. Vecchio, malato e insopportabile e ben interpretato da Giorgio Colangeli. 

Delia è apparentemente remissiva, sfanga la giornata e la vita con lavoretti occasionali e mal pagati. Pagata meno perché come gli dice un suo padrone commendatore, il ragazzo apprendista prende un salario maggiore ‘perché è omo’. 

Si occupa dei figli e della casa, lavoro di produzione ma anche di riproduzione e di cura e prende botte dal marito interpretato da un cattivissimo Valerio Mastandrea. Ed è innamorata di un altro uomo, il meccanico interpretato invece da un dolce Vinicio Marchioni. 

E’ un film a metà tra dramma e commedia, con tocchi di neo realismo con lo spaccato crudele della Roma sottoproletaria di quei tempi appena successivi alla guerra. Rovine materiali e morali e un’umanità cinica, spietata e votata quasi esclusivamente a un inevitabile istinto di sopravvivenza. 

Ma anche con la speranza di un domani migliore. Di un domani di riscatto. Come nella scena finale del film che fa riflettere e commuove. Un film assolutamente da guardare e che vale per intero il prezzo del biglietto. Non poteva iniziare meglio Paola Cortellesi nel suo lavoro di regista.

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