CAGLIARI
Una volta non c’erano i voli low cost e la trasferta in aereo a Cagliari
era consentita soltanto a pochi facoltosi che potevano permettersi di non
badare a spese. Per gli altri non c’era Mastercard ma, più prosaicamente, un traghetto
in partenza da Civitavecchia e che raggiungeva il capoluogo sardo dopo lunghe, infinite
ore di mare e navigazione. Quindi, la trasferta a Cagliari, fondamentalmente,
era riservata a pochi privilegiati e a uno stuolo comunque significativo di
coraggiosi che affrontavano una lunga traversata in mare pur di non lasciare
sola la Roma. Mai,
Ora è tutto cambiato ed è possibile recarsi a Cagliari in aereo spendendo
anche meno di cinquanta euro. Basta sapersi muovere in tempo e procedere con
una prenotazione on line. Cosa che, personalmente., ho fatto a luglio in tempo
di record, non appena uscito e pubblicato il calendario del campionato di
calcio di serie A edizione 2023 – 2024. Con un calcolo della data nella quale,
certamente, si sarebbe giocata la partita più preciso del miglior algoritmo.
Con l’aereo con cinquanta minuti, o anche meno, ci si sposta da Fiumicino a
Elmas Cagliari, insomma neanche il tempo di salire che già si scende. Andata
con la Ryan Air, al solito tutt’altro che confortevole. Neanche un piccolo
canestrello sotto il sedile per appoggiare libri, giornali e oggetti vari ma,
come insegnavano i vecchi pubblicitari, c’è sempre una corrispondenza tra
qualità e prezzo. E il volo di andata da Fiumicino a Cagliari è costato meno di
un abbonamento mensile Metrebus che consente di viaggiare sulle fantastiche
vetture delle linee metropolitane romane non certo più comode dei velivoli del
celebre vettore irlandese. L’atterraggio è tutt’altro che morbido ma
tant’è, ci ritroviamo, come ampiamente
previsto, dentro una giornata ancora estiva. Caldo e sole, si scappa in albergo
per il dovuto check-in e, poi, in un
ottimo ristorante nel centro del capoluogo sardo.
La giornata scorre piacevolmente con la novità di un posto in tribuna
invece che del solito e angusto settore ospiti. Risultato rotondo a favore
della Roma che segna, vince e muove una classifica ancora asfittica. C’è anche
il tempo per soffermarsi su alcuni personaggi che popolano il ricco e nutrito
palcoscenico di fenomeni che seguono la Roma in trasferta. Personaggi in cerca
d’autore che meriterebbero qualche fiction televisiva, un film, un libro o,
almeno, la messinscena di una rappresentazione teatrale.
Giornata complessivamente positiva con alcune note stonate. L’infortunio di un nostro calciatore, la sveglia all’alba per prendere di lunedì il primo volo utile per tornare a Roma accerchiati, per lo più, da manager in carriera tutti puliti, incravattati e pettinati e, last but not least, la vittoria della Lazio contro l’Atalanta. Non è mai una domenica pienamente gioiosa quando a una vittoria della Roma non si accompagna una sconfitta della Lazio. Cosa che, peraltro, dovrebbe rientrare nell’ordine naturale delle cose. E non riesco ancora a comprendere tanti tifosi romanisti che ancora trascurano quest’importante faccenda. E confesso, invece, che il solo fatto che la Lazio possa ancora partecipare a qualche competizione sportiva m’irrita e infastidisce pesantemente. Figuriamoci quando vince. Intanto sono arrivato a Fiumicino, volo di ritorno con ITA che un tempo aveva qualche soldo da spendere e anche da sperperare e ora ti da al massimo un bicchiere d’acqua che, proverbialmente, non si nega neanche agli assetati. Arrivo a casa con una certa stanchezza e ripenso a quel tizio che una volta mi disse, serio serio, che seguire la Roma, in fondo, è un lavoro. Talvolta, pure peggio. Per fortuna che ci sono due settimane di sosta per recuperare qualche energia.
Ad majora.

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