CHE TEMPO FA?

E’ capitato a chiunque di ritrovarsi, improvvisamente, senza argomenti. Oppure, in certe relazioni ormai compromesse e, nel timore di affrontare questioni che genererebbero discussioni o polemiche, di scegliere argomenti di conversazione per nulla divisivi.

E cosa c’è meglio del tempo, del meteo genericamente inteso?  Difficilmente un attacco di un dibattito del genere, hai sentito che caldo che fa, può alimentare chissà quale diatriba.

E mi è capitato recentemente, e proprio dentro una relazione ormai compromessa ma che mantenevamo in vita quasi artificialmente, di parlare a voce o per telefono cercando di evitare argomenti sensibili e suscettibili di scatenare qualche vis polemica e, quindi, di rifugiarmi nella materie che fu del colonnello Bernacca,

Tenendo conto, tuttavia, che anche l’argomento meteo può, ormai, sollevare dibattiti anche feroci. Il caldo, le alte temperatura che si protraggono, ormai, per mesi e mesi, tanto che è ottobre ma pare giugno,; ed ecco, allora, coloro che negano qualsiasi cambiamento climatico, che dicono che è sempre stato così’ e chissà cosa si annida dietro a questi ‘ridicoli’ allarmi suonati da qualche scienziato d’accatto. Ma quale green economy, faceva caldo pure ai tempi di povera nonna e, poi, magari piove forte ed eccoteli questi scettici dei cambiamenti climatici a dirti, hai visto che pioggia mi ha rovinato il giardino e devo rifare pure il bucato! Altro che cambiamenti climatici anche se, sia detto sempre, si stava meglio quando si stava peggio. 

E, comunque e a parte questi eccessi da scoppiati che polemizzerebbero su qualsiasi fatto o questione, il tempo, ovvero il meteo, è un ottimo refugium peccatorum per evitare argomenti scottanti e potenzialmente divisivi, nonché un modo per far trascorrere il tempo quando proprio non si trova niente di meglio da fare e, soprattutto, da dire.

Ci pensavo questa mattina, impegnato nel disbrigo di pratiche quotidiane necessarie quanto ripetute e alla ricerca di uno spunto, di un pensiero, di un argomento che potesse andare oltre quelli forniti dalla cronaca e dall’attualità. E, allora, ho ripensato a tutte quelle situazioni capitate nella mia vita quando mi sono ritrovato a parlare con persone alle quali, francamente, avevo poco da dire o con le quali non mi andava proprio di discutere. E, allora, scattava la fatidica frase sul caldo o sul freddo. E, questa mattina, è bastato pensare al mio look da giugno, t shirt o calzoncini o a un mio conoscente che, giovedì ‘scorso, mi chiedeva se  nel fine settimana sarei tornato in spiaggia per ritrovare questo comodo rifugio dell’intelletto e scrivere, anche oggi, queste poche e insulse righe. Con la finestra rigorosamente aperta perché hai sentito che caldo fa  Con l’autunno, che come un tempo la primavera, tarda ad arrivare.

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