CHI SE NE VA...

In diretta mattutina da una banchina di una stazione dove passano i treni di una famigerata linea, alle prese con i consueti disagi quotidiani, dopo aver ascoltato i commenti sparsi di qualche tizio legittimamente irato, mi chiedo cosa sia peggio; se subire, per l’appunto, le conseguenze derivanti da un servizio di trasporto pubblico sempre più carente, oppure, ascoltare le confuse lamentele di qualche scoppiato?

 

Non intendo, evidentemente, discutere sulla necessità di lamentarsi e di criticare, anche se sarebbe opportuno che le citate lamentele e critiche si traducessero, poi, in qualcosa di concreto, che ne so una lotta, un’iniziativa, una mobilitazione forte. Però e come si suol dire, a parlà semo bboni tutti! Me compreso.

Ma il punto che volevo sottolineare è un altro e riguarda il contenuto di certi sfoghi. Un tizio, ad esempio e sempre questa mattina, minacciando di buttarsi sulle rotaie e di legarcisi sopra (ascoltandolo pensavo, ma perché non lo fai, male che va ci facciamo due risate!), individuava confusamente i responsabili dei quotidiani disagi da trasporto pubblico in esponenti politici (rigorosamente di una parte) e, soprattutto, nei lavoratori che starebbero attuando ‘lo sciopero bianco’. A questo punto, non ricordando bene cosa si potesse intendere per sciopero bianco, ho attivato il motore di ricerca google sul mio smartphone e ho scoperto quanto già sapevo. Lo sciopero bianco si attua quando i lavoratori, in sostanza, pongono in essere un atteggiamento poco collaborativo con i loro padroni, padroncini o datori che dir si voglia, ottenendo effetti simili a quelli derivanti da una dichiarata astensione dalle loro prestazioni. Non poteva essere il caso di questa mattina, visto che il guasto riguardava la linea elettrica e risulta ben difficile credere che un macchinista possa cagionare un danno simile con un proprio comportamento. Ma tant’è, e mi capita sempre più spesso di sentire messi sullo stesso piano soggetti che, invece, hanno compiti e responsabilità ben diversi. Per quanto si possa detestare il macchinista o il tramviere di turno di turno bisognerebbe conservare una sufficiente lucidità per individuare cause e responsabili di quei disastri che ci rendono ancor più dura e amara la vita quotidiana. E, allora, non resta che osservare qualche scoppiato prendersela con il lavoratore di turno o, al massimo, con i politici che se so magnati tutto! Finisce qua, in attesa che un treno, finalmente in arrivo, mi porti lontano. Finisce qua, e come diceva una splendida e struggente canzone, chi se ne va che male fa…

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