BASTA LA SALUTE

Dice la camerata Meloni che si può migliorare la sanità pubblica anche investendo meno soldi, ovvero tagliando fondi. Molto singolare quest’affermazione che fa pensare alla celebre parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Mancherebbe, però, l’uomo (o la donna) dei miracoli. Scherzandoci un po’ sopra, si potrebbe dire che, fino a qualche tempo fa, uno che sapeva promettere cose che somigliavano tanto a miracoli a destra ce l’avevano e, come ben sappiamo, si chiamava Silvio Berlusconi. Prometteva di tutto e di più, dall'indimenticabile milione di posti di lavoro (ma vaffanculo te lo gridiamo in coro era la simpatica strofa rimata di un bellissimo slogan di piazza), all'aumento delle pensioni minime, medie e massime fino all'abolizione di qualsiasi tassa e gabello che ricordasse la natura usurpatrice dello Stato padrone e predone.

 

Con la salute, però, non bisognerebbe proprio scherzare. E lo ricorda anche la saggezza popolare che, per definizione, non sbaglia mai. Quando c’è la salute c’è tutto e, citando una canzone popolare e dialettale interpretata tra gli altri da un bravissimo Nino Manfredi, con la stessa salute e un paio di scarpe nuove è possibile fare il giro del mondo. Come nel bellissimo libro di Jules Verne e, magari, anche prendendosela più comoda senza essere costretti nel limite degli ottanta giorni. 

Dell’importanza della salute ci accorgiamo, generalmente, superata una certa (età). Quando siamo giovani ci sentiamo forti e quasi immortali e la visita a farmacie, medici di base o specializzati è poco frequente.

 E, comunque, la tutela della salute ricordata anche in un articolo della Costituzione sempre celebrata ma dimenticata in tantissimi passaggi, dovrebbe essere al centro di qualsiasi intervento politico. Si ricorderà bene il tempo drammatico del Covid, del look down e delle centinaia e centinaia di morti quotidiane provocate dal virus. Si diceva, ne usciremo migliori e si pensava che, finalmente, chi di dovere avrebbe smesso di tagliare e, diversamente, sarebbero tornati i necessari investimenti in servizi pubblici essenziali e irrinunciabili. Primi fra tutti, la sanità, appunto, la scuola e il trasporto pubblico. Ora, invece, la camerata Meloni si appresta a tagliare ulteriormente i fondi destinati alla salute pubblica dicendo, beffardamente che si può fare meglio anche con meno soldi. Neanche fosse il povero Cristo nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma, forse, la camerata Meloni dopo aver citato a lungo Dio (insieme a patria e famiglia) comincia a sentirsi tale in un insopportabile delirio d’onnipotenza.

Commenti

Post popolari in questo blog