BASTA LA SALUTE
Dice la camerata Meloni che si può migliorare la sanità pubblica anche investendo meno soldi, ovvero tagliando fondi. Molto singolare quest’affermazione che fa pensare alla celebre parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Mancherebbe, però, l’uomo (o la donna) dei miracoli. Scherzandoci un po’ sopra, si potrebbe dire che, fino a qualche tempo fa, uno che sapeva promettere cose che somigliavano tanto a miracoli a destra ce l’avevano e, come ben sappiamo, si chiamava Silvio Berlusconi. Prometteva di tutto e di più, dall'indimenticabile milione di posti di lavoro (ma vaffanculo te lo gridiamo in coro era la simpatica strofa rimata di un bellissimo slogan di piazza), all'aumento delle pensioni minime, medie e massime fino all'abolizione di qualsiasi tassa e gabello che ricordasse la natura usurpatrice dello Stato padrone e predone.
Con la salute, però, non bisognerebbe proprio scherzare. E lo ricorda anche la saggezza popolare che, per definizione, non sbaglia mai. Quando c’è la salute c’è tutto e, citando una canzone popolare e dialettale interpretata tra gli altri da un bravissimo Nino Manfredi, con la stessa salute e un paio di scarpe nuove è possibile fare il giro del mondo. Come nel bellissimo libro di Jules Verne e, magari, anche prendendosela più comoda senza essere costretti nel limite degli ottanta giorni.
Dell’importanza della salute ci accorgiamo, generalmente, superata una
certa (età). Quando siamo giovani ci sentiamo forti e quasi immortali e la
visita a farmacie, medici di base o specializzati è poco frequente.

Commenti
Posta un commento