LUNEDI' DI OTTOBRE

Mi sveglio in questo lunedì di metà ottobre e, dopo aver verificato lo stato degli acciacchi ormai cronici, oggi si è aggiunto anche un fastidio all’altezza del collo conseguenza, probabilmente, di qualche incauto movimento durante il settimanale allenamento in palestra, vado oltre ai miei egoismi e mi documento sulla situazione interna e internazionale. Di fronte alle strazianti vicende del conflitto in Palestina mi chiedo se certe questioni sono ancora in grado di scuotere sufficientemente le nostre coscienze. Se le testimonianze rese durante servizi in video o articoli più o meno puntuali e circostanziati siano sufficienti a farci comprendere lo stato di sofferenza nel quale versano milioni di persone.

E se fossi nato nella striscia di Gaza o in altro tormentato territorio invece che in una città del fortunato occidente cosa ne sarebbe di me? Ecco, bisognerebbe chiederselo prima di dare patenti di civiltà e umanità. Per comprendere quel che succede realmente in certi angoli di mondo, e, perché, in determinate zone la vita sembra valere meno.

Intanto, continuiamo a vedere i nostri telegiornali o a leggere resoconti e testimonianze da zone di guerra, non solo in medio oriente, senza che tutto questo rovini la nostra digestione già guastata, talvolta, da un’alimentazione poco corretta.

Viviamo, quotidianamente, in un tunnel degli orrori e non ce ne rendiamo conto incapaci, ormai, di pensieri critici e di capacità non solo di generare ma addirittura, e più semplicemente, d’immaginare conflitti. Assuefatti alla monotonia imposta dalla sopravvivenza quotidiana, guardiamo le immagini di guerre, di gente che fugge con incerta sensibilità. Quasi incapaci di restare umani e totalmente assorbiti dai nostri egoismi. A proposito, come mi sento oggi, meglio o peggio di ieri? E intanto scorrono le immagini di bombe, morti, feriti e scappati da guerre.

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