RAPITO di Marco Bellocchio
Film decisamente bello e d’indubbia qualità, ‘Rapito’, l’ultimo lavoro del regista ottantatreenne Marco Bellocchio. Film presentato a Cannes 2022 e, fino all’ultimo, in competizione con ‘Io capitano’ di Mattia Garrone per rappresentare il cinema italiano nella candidatura agli Oscar nel celebre festival francese.
La storia raccontata nel film è poco nota al grande pubblico, roba da studiosi di questioni risorgimentali o attinenti alle vicende della Chiesa cattolica e del papato.
Edgardo Mortara nasce a Bologna nel 1851, quando l’attuale capoluogo emiliano è ancora sotto l’egida dello Stato Pontificio. Il bambino nasce in una famiglia ebrea ma viene battezzato dalla domestica che, credendolo in pericolo di morte, vuole evitare che finisca nel limbo.
La notizia arriva a un alto prelato bolognese e, poi, direttamente in Vaticano dove papa Pio IX ne ordina il rapimento. Il bambino viene quindi sottratto alla sua famiglia ed educato a Roma in un collegio rigorosamente cattolico. Ne scaturisce una controversia, una vicenda che assume rilievo internazionale in quegli anni assai particolari, gli ultimi del potere temporale del papa. E papa Pio IX ne è consapevole e la sua politica è ancora più rigida e reazionaria. Ne è testimonianza simbolica il ‘no possumus’ pronunciato dallo stesso pontefice di fronte alle richieste di restituire il piccolo ai suoi genitori.
Vicenda interessante raccontata magistralmente nel film con l’inevitabile adattamento cinematografico di quanto riportato, peraltro, in un libro di Daniele Scalise. Un film che racconta un fatto di circa due secoli fa ma che rimanda anche a temi assai attuali.
Il percorso di vita che seguirà Edgardo indica, senza alcun equivoco, come l’ambiente nel quale si cresce e ci si forma sia assolutamente decisivo per lo sviluppo della propria esistenza. E fa riflettere Pio IX quando, di fronte alle critiche di qualche suo collaboratore che lo accusa di assumere posizioni troppo intransigenti, risponde affermando, io sono fermo è il mondo che si muove verso il precipizio. Come non pensare a certi politici dell’attualità.
Un film assolutamente da vedere, una storia illuminante, un ottimo cast.
Stra consigliato.

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