OTTOBRE
C’era una
volta il mese di ottobre. Era il mese autunnale per eccellenza e, quasi, per
definizione. Ottobre era l’autunno che seguiva la bella stagione estiva con
tutti i rimpianti, i ricordi e le inevitabili malinconie.
Fino a un
bel pezzo degli anni settanta, addirittura, ottobre segnava l’inizio delle
scuole. Poi, arrivò la crisi economica e petrolifera, la politica dei sacrifici
e cominciò a imporsi una certa vulgata produttivistica ed efficientista che ci
portiamo dietro ancor oggi. Moltiplicata a livello esponenziale. Così’, furono
soppresse alcune festività e si decise che le scuole di ogni ordine e grado
cominciassero non più il primo giorno di ottobre, San Remigio, ma verso la metà
di settembre. Perché in quasi tutti i paesi europei si faceva così e mica volevamo
apparire come i soliti pigroni e scansafatiche!
A ottobre
faceva freschetto, almeno di mattina e di sera. Necessario, quindi, portarsi
dietro il classico giubbetto o il maglioncino per evitare fastidiosi
raffreddori o anche peggio.
A ripensarci
sembra davvero una vita fa. Ieri, era d’ottobre, il primo giorno d’ottobre e a
Roma c’erano trenta gradi e passa. Roba da mare e, infatti, i gestori degli
stabilimenti balneari hanno chiesto al comune una proroga delle loro
concessioni in scadenza alla fine di settembre. Personalmente non sono andato
in spiaggia nonostante una certa tentazione. Ho preferito cinema e passeggiate
perché il mare dopo un po’ stanca e, poi, si tratta di andare a Ostia, con
tutto il massimo rispetto, non in qualche baia corallina.
E così mi
sono trovato a ripensare a questo mese d’ottobre un tempo simbolo massimo
dell’autunno e messaggero dell’inverno in arrivo. A quei lontani giorni nei
quali tutto ricominciava e l’estate sembrava davvero alle spalle. Anche per le
temperature, per il dress code che cambiava e con quel gradevole freschetto che
sbiadiva le abbronzature e ricacciava indietro i ricordi recenti ma già
struggenti delle lunghe giornate passate in spiaggia. Ottobre era già un’altra
stagione, un passaggio comunque indolore e stimolante in tempi durante i quali
si poteva ancora dire di avere tutta una vita davanti.

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