VECCHIO BLOG
Proprio ieri, in un momento di stanca giornaliera e, più o meno, dopo il pranzo all’ora che qualcuno, saggiamente, consacra alla pennichella, smanettavo sul computer alla ricerca di qualche suggerimento letterario o news di politica, attualità, sport e quant'altro.
E, quasi per caso, ho ritrovato un mio vecchio blog, ormai abbandonato e creato all’inizio degli anni dieci attraverso un noto servizio di posta e messaggeria elettronica.
Ho riletto alcuni pezzi, era un periodo nel quale ero particolarmente allenato con la scrittura. Collaboravo con una rivista definibile ‘di nicchia’ e, di tanto in tanto, mi capitava di scrivere volantini e locandine scaturenti da un impegno politico ancora attivo.
Rileggere quei pezzi non ha destato in me particolari malinconie o nostalgie, ma soltanto una riflessione assai amara. Scrivevo con uno stile assai simile a quello attuale e, in fondo, i contenuti erano sempre quelli.
Commenti su fatti di politica e di attualità, riflessioni esistenziali e nostalgie sul tempo che passava allora come passa ora. Tutto inframezzato da qualche nota umoristica. Divertente un pezzo sulle persone che un lettore metropolitano, inteso come uno che legge sulla metropolitana, deve evitare come vicine di posto per evitare insopportabili disturbi.
E, poi, devo dire che è sempre faticoso rileggere quanto scritto in passato. Si tende sempre a voler correggere, insomma a rimetterci le mani come un insopportabile maestrino munito di matita rossa. Quando, invece, bisognerebbe lasciare tutto com’era. A ricordo di un tempo comunque passato e, infatti, come passa il tempo signora mia!

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