ASPETTANDO IL FREDDO

Non solo i confronti tra chi sottolinea l’urgenza della questione climatica e ambientale e i cosiddetti ‘negazionisti’.

Prendendola un po’ a ridere, in queste giornate di caldo indefinibile o, meglio, definito non sempre in modo appropriato, rispuntano le vecchie diatribe tra amanti del caldo e sostenitori del freddo.

Ho ricevuto sul mio smartphone solo qualche giorno fa un divertente tweet, inoltrato più volte, dove un tizio particolarmente ironico (oppure estremamente serio chissà), ricordava che, comunque, tornerà l’inverno con il freddo la pioggia, il culo sul calorifero e le nottate col piumone. La felicità. Mi ha fatto ridere ma, in effetti, in questi giorni e notti di appiccicume perenne stampato sul corpo il pensiero di quelle sere nelle quali non vedi l’ora di chiudere la porta di casa per riscaldarti un po’ e rinunci pure a fumare una sigaretta sul balcone, se non altro per non mischiare il fumo della Marlboro con quello delle nuvolette che escono dalla bocca, si affaccia spesso nella mente. Con un pizzico di nostalgia e con la voglia di mandare al diavolo (o anche affanculo, una parola sola), tutti coloro che si lamentano per una pioggia di giugno o che, nelle serate di autunno o d’inverno, quando tira un po’ di giannetta, borbottano e imprecano sognando una vacanza ai tropici.

Conosco tante persone che dicono di amare il caldo. Che, prima di partire guardano sempre le temperature del luogo di destinazione e quando leggono, magari, trenta gradi e sole alto esultano come se la loro squadra del cuore avesse segnato. Gli amanti del caldo o, almeno, quelli che dicono di esserlo, si ritengono persone positive, solari (appunto), sempre sorridenti e con un’inscalfibile voglia di vivere. E guardano i cosiddetti ‘freddofili’, ovvero coloro che preferiscono temperature che non costringano a girare con magliette chiazzate di sudore, come soggetti malinconici, insomma un po’ tristanzuoli. Certo che poi bisognerebbe essere coerenti e ascoltare o vedere soggetti che dicono che il caldo è bello e vorrebbero, come i Negramaro, che l’estate non finisse mai, usare l’aria condizionata in casa, in macchina, al supermercato o al lavoro, fa venir voglie di dirgli, embè così è facile! In realtà il caldo, così come il freddo, così come tutte le cose più brutte della vita, colpisce maggiormente e sempre chi sta peggio. Guardando un clochard sdraiato contro un muretto in uno di questi giorni, con il viso sofferto ed esposto ai potenti raggi del sole e all’umidità, mi chiedevo, ma per questo tizio sarà peggio d’estate o peggio d’inverno? Magari né l’uno né l’altro, meglio le mezze stagioni che, tuttavia e come da detto popolare, stanno scomparendo.

Da simpatizzante del freddo non mi resta che sopravvivere a queste giornate infernali con la certezza che, comunque, presto o tardi prenderò la mia rivincita osservando, magari, le facce corrucciate dei caldofili in una giornata da calza maglia e cappello di lana. Perché, anche in questo caso, c’è sempre un’altra stagione. Almeno finché non  avremo dodici mesi di caldo.

 

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