DISAVVENTURE METROPOLITANE

Il treno tardava, centinaia di persone con la voglia di tornare a casa, magari dopo una giornata di lavoro, attendevano nervosamente sulla banchina. Poi, l’annuncio. Il treno partiva da un altro binario. Ed ecco che questa mandria umana si spostava rapidamente e con il sangue agli occhi. E, inevitabilmente, qualcuno iniziava a insultare i primi addetti al servizio di trasporto pubblico presenti e facilmente riconoscibili per la loro divisa. Vergogna! Buffoni! Infami!

Assistevo alla scena senza alcuna meraviglia. L’avevo già vista altre volte, prima e dopo la pandemia.

Entrai nel vagone e mi misi in piedi accanto a una donna che, incredibilmente, diceva cose sensate. Si chiedeva perché prendersela con semplici lavoratori, senza alcuna responsabilità sul penoso funzionamento del trasporto pubblico romano. Non potevo non darle ragione finché un altro tizio che stava in piedi alla mia destra intervenne dicendo che quegli insulti erano del tutto meritati. E, allora, mi capitò di ascoltare un discorso senza senso. Il signorotto parlava di etica e diceva che, lui, al posto di quei malcapitati lavoratori sarebbe andato via, mica si sarebbe beccato quegli insulti. La signora gli rispondeva con argomentazioni sensate finché venne fuori l’identità politica del signorotto. E mica vorrete dire che è colpa della Meloni! Ecco, allora intervenivo ricordando che, in fondo, qualche ‘colpetta’ la signora Meloni ce l’aveva. Fa politica da trent’anni e, ad esempio, stava nello stesso partito di Gianni Alemanno, sindaco di Roma dal 2008 al 2013 che contribuì fortemente al dissesto delle aziende pubbliche capitoline. Senza trascurare il fatto che la signora Meloni è a capo di un governo che non promette investimenti del trasporto pubblico locale ma flat tax e inutili grandi opere del tipo ponte sullo stretto di Messina. Insomma, e per conto mio, io me la prenderei molto più con la premier e i suoi ministri che non con quei malcapitati a 1500 euro al mese. Continuando a chiedermi, inutilmente, come hanno fatto certi tizi a ridursi a soggetti incapaci di articolare un pensiero di senso compiuto. Questo, si un bel problema per questo paese o. se si preferisce, di questa nazione.

 

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