ORIGINI di Sasa Stanisic

Confesso di aver faticato un po’ a finire il libro di Sasa Stanisic, Deutcher Buckprize 2019, Origini, un’opera di meno di quattrocento pagine.

Le origini, l’autore parte proprio da queste radici che ci vengono appioppate per mera casualità quando veniamo al mondo. Siamo nati in qualche luogo senza alcun merito né demerito e poteva andarci meglio ma anche peggio.

Sasa Stanisic nasce in Bosnia alla fine degli anni settanta quando c’è ancora la Jugoslavia edificata dal maresciallo Joseph Tito. Nel 1992, al principio della sua adolescenza è costretto, tuttavia, a lasciare la sua terra d’origine per approdare in Germania. Con la necessità, per lui e i suoi genitori, di rifarsi una vita, nuove abitudini, nuove amicizie.

Origini è un susseguirsi di racconti senza una trama asciutta e schematica, racconti che ci portano in luoghi e tempi diversi. Racconti che ci parlano di guerre e delle difficoltà per chi è costretto a migrare in un altro paese e dover affrontare le criticità e gli altrui pregiudizi.

Emerge, qui e la, la nostalgia per i ricordi d’infanzia, per la patria perduta, addirittura per quella Jugoslavia che riusciva a riunire popoli apparentemente così differenti.

E al centro del romanzo spicca la figura della nonna Kristina, originaria di un minuscolo paese di montagna, donna saggia che lentamente si spenge colta da demenza senile.

Sasa la segue e la accompagna teneramente fino al termine dei suoi giorni, raccontando questa drammatica fase con un finale particolare, una storia che può prendere diverse strade a seconda delle scelte del lettore.


Un libro scritto bene e che offre stimoli per riflessioni e approfondimenti su tematiche complesse come quella della condizione di chi è costretto a migrare verso altri paesi. Da sconsigliare, comunque, a chi preferisce trame asciutte e avvincenti che lascino sempre con il fiato sospeso e con la curiosità di sapere quel che sarà svelato nelle pagine successive.    

 

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