SFUMATURE
Jose
Saramago, ieri avrebbe compiuto cento anni, diceva che bisognava sempre
ritornare sui passi già dati, ripeterli e tracciare nuovi cammini.
Ci pensavo
oggi mentre percorrevo una strada da me attraversata chissà quante volte, in un
quartiere centrale di Roma, un rione, con l’asfalto di sampietrini, i vicoli
stretti e tratti decisamente in salita.
Davvero in
questi anni passando per queste vie avrò visto tutto quel che c’era da vedere,
oppure, mi sarà sfuggito almeno qualche particolare, qualche interessante
dettaglio?
Osservavo i negozi che c’erano lungo quelle strade che percorrevo. Il bar dove avrò fatto colazione qualche volta, un negozio di tatuaggi e un altro che vende cannabis nei limiti consentiti dalla legge. Questi ultimi esercizi commerciali devono essere assai recenti, venti o trent’anni fa non esisteva la moda del tattoo e non c’erano autorizzazioni per vendere cannabis. Pi
ù avanti qualche officina di vecchi artigiani, un fabbro che indossa sempre un vecchio camice marroncino con l’aspetto di un vecchio romano, mento pronunciato (la famosa scucchia) e capelli pieni di forfora. Insomma, non proprio uno che passa le ore a sistemare la propria immagine.
E ancora i segni della notte appena trascorsa, è pur sempre zona di movida, con qualche bottiglia di birra abbandonata in terra e cicche di sigarette. Sta passando il camioncino dell’AMA per dare una rassettata volante. Io, intanto, proseguo il mio cammino e cerco nei passi già dati chissà quante volte immagini, paesaggi, scorci e tanto altro che possa essere sfuggito alla mia distratta osservazione quotidiana.

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