ASPETTATIVE
E’ vero,
probabilmente, che in qualsiasi periodo della vita non bisogna farsi mancare
qualche sana aspettativa.
Certo nel
tempo cambiano progetti e intenzioni. Quando si è giovani si è carichi, per
l’appunto, di aspettative. Con tutta la vita davanti si vorrebbe, talvolta,
spaccare il mondo e si fanno progetti, si mettono in ordine bisogni e desideri.
Restare o fuggire in qualche luogo lontano, seguire un percorso tranquillo o
ordinario o rischiare tutto per non finire incastrati a vivere una vita che non
ci piace e mai ci piacerà?
Ci sono
aspettative brevi, aspettative che durano un fine settimana o un giorno di festa.
Ricordo quando di sabato bisognava sempre e comunque fare qualcosa e per il
capodanno ne vogliamo parlare? E per il giorno del compleanno? Bisognava
scrivere pagine indimenticabili, vivere giornate che avremmo ricordato per
sempre. Succedeva, invece, di trascorrere giornate assai noiose seguite da un
senso di fallimento e di frustrazione.
Mi capita, spesso, di osservare giovani e adolescenti mentre sono assorti nei loro pensieri, piegati sui loro smartphone o impegnati in qualche conversazione. Certo, non mi dispiacerebbe tornare al tempo dell’adolescenza o della gioventù più o meno beata e spensierata. Però, a pensarci bene, mi assale anche l’ansia di tornare alle inquietudini di quegli anni solo apparentemente facili. Al bisogno, al desiderio, di fare sempre cose nuove e belle e farle, magari, anche in fretta. Forse è preferibile la saggezza di anni più maturi, l’equilibrio che si ritrova in periodi nei quali le aspettative non finiscono ma, inevitabilmente, sono ridimensionate o, quantomeno, moderate e calibrate. Nonostante la malinconia per il tempo passato e vissuto che non tornerà e quella sottile inquietudine che sovviene avendo scoperto come lo stesso tempo passi assai velocemente.

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