I NUOVI MOSTRI

Mentre ieri in serata guardavo i vari notiziari che davano conto della formazione del nuovo governo presieduto dalla camerata Giorgia Meloni, quasi per associazione d’idee mi tornava in mente uno spassosissimo film del 1961 del grande Dino Risi. Titolo, ‘I mostri’. Poi, però e a pensarci bene, i personaggi di quel film c’entrano ben poco con le brutte vicende di queste ultime ore. I mostri di Risi erano personaggi che recavano, comunque, un’apprezzabile umanità, facevano tenerezza e sicuramente facevano sorridere e ridere. I ministri nominati ieri, invece, dalla neo presidente del consiglio, la camerata Giorgia Meloni, fanno semplicemente schifo,

Un’accozzaglia di vecchi personaggi con militanze politiche ben chiare. Molti di loro hanno fatto la loro gavetta politica dentro i movimenti di destra, i vari Fronte della Gioventù e Azione Giovani per capirci bene. Soggetti e gruppi che chi ha frequentato un poco le strade della politica e dei movimenti conosce assai bene. E, ancora, soggetti rappresentanti di quell’associazionismo cattolico più tradizionale che vorrebbe riportare indietro, ma molto indietro, le lancette della storia in materia di diritti civili. Tanti reduci del governo Berlusconi del 2008, a iniziare chiaramente dalla stessa premier già ministra della gioventù, che fanno pensare alla famosa teoria gattopardiana del tutto deve cambiare affinché nulla cambi.

E’ un governo di destra, di destra destra, il primo governo più a destra dai tempi di Benito Mussolini. Chi sperava che la camerata Giorgia Meloni una volta al governo avrebbe dato prova di sobrietà e moderatismo è rimasto deluso. E del resto i primi importanti segnali si erano avuti con l’elezione dei presidenti delle camere, il fascistissimo Ignazio Benito La Russa al Senato e il teocon con pulsioni omofobe Lorenzo Fontana alla Camera.

Avremo un venditore d’armi alla difesa, Guido Crosetto, Matteo Salvini alle infrastrutture che intratterrà il gentile pubblico con qualche sceneggiata da qualche porto con barconi d’immigrati in arrivo mentre foraggerà amici imprenditori finanziando opere inutili e dannose. E ancora all’istruzione Lorenzo Valditara, niente di meno che il relatore della legge Gelmini del 2008, quella che dispose tagli epocali alla pubblica istruzione. Un’autentica chicca la nomina di Daniela Santanchè al turismo. Se tanto mi da tanto pagheremo caro l’ingresso in un qualsivoglia stabilimento balneare, Ancora la nomina di Eugenia Roccella antiabortista e tradizionalista cattolica fa semplicemente ribrezzo.

Significative anche le nuove denominazioni date ad alcuni ministeri. La natalità accostata alla famiglia fa pensare a un tentativo di relegare le donne al ruolo di madri e alla loro funzione di filiare. Lo sviluppo economico diventa imprese e made in Italy, insomma non avrai altra economia e altro sviluppo al di fuori delle logiche speculative, appunto, delle imprese. Preferibilmente autarchiche. E la sovranità alimentare accostata all’agricoltura farebbe anche ridere se non ci fosse da piangere. Quanto al merito unito all’istruzione la domanda sorgerebbe spontanea, Ma questi ministri si sono guardati bene allo specchio prima di parlare di merito?

Ci attendono, insomma, tempi bui ma non bisogna scoraggiarsi troppo. Per far collassare questo governo clerico fascista non potremo certo confidare nell’opposizione parlamentare. Bisognerà, invece, riempire le piazze e opporsi con tutta la forza possibile. Ciascuno secondo le sue capacità e i propri bisogni. Ricordandoci che questi brutti ceffi che si apprestano a governare il paese in fondo sono solo tigri di cartone.

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