LIBRI

Gli unici beni materiali dei quali dispongo in esubero sono i libri. Ne tengo più di mille, ammucchiati dove possibile e dove capita nell’attesa di una bella e capiente libreria che li accolga tutti.

Tra le mie paure più ricorrenti c’è quella di diventare troppo vecchio e acciaccato per poter mantenere forze e capacità sufficienti per leggere un buon libro. Insomma, di prendermi qualche malattia della vista o della testa che m’impedisca di coltivare questa mia passione. Che, poi, non è o non dovrebbe essere soltanto una passione ma un vero e proprio dovere civico.

Ci sono politici che si vantano quasi di leggere poco. Ci sono quelli che dicono che non hanno tempo per leggere, affaccendati in questioni, a loro dire, ben più importanti e profittevoli. In Italia si legge poco e, in tal senso, i dati di vendita sono piuttosto significativi. Potrei cogliere il lato positivo della questione. La scarsa domanda consente di acquistare libri a prezzi accessibili con l’eccezione di alcuni saggi e delle nuove uscite.

Le librerie si riempiono soprattutto nell’imminenza di qualche festività, soprattutto quelle natalizie. Ecco allora che intorno agli scaffali di questi preziosi locali trovi di tutto e di più. Il lettore compulsivo ma, anche, chi entra in una libreria una volta all’anno e crede che regalare un libro, appunto, sia la cosa più facile del mondo.

 In realtà non è così e l’esperienza m’insegna che è meglio, intanto, non regalar libri a chi non legge mai. Sarebbe come donare una racchetta a chi non ha mai giocato a tennis, che ne so. E, poi, quando si sceglie il libro da regalare occorre accantonare i propri e personali gusti per comprendere quelli della persona alla quale s’intende offrire il dono. Impresa non facile. Chissà quanti libri regalati sono finiti in qualche cassetto dimenticato o, addirittura, riciclati e regalati nuovamente.

Altra considerazione sui libri. Finora ho parlato del libro cartaceo non essendomi mai e ancora cimentato nella lettura di testi digitali con l’utilizzo di particolari e semplici programmi scaricabili su computer o smartphone. In realtà i libri che generalmente possediamo e collezioniamo sono spesso in edizioni economiche, in carta riciclata e scadente destinati, quindi, a un lento quanto inevitabile logorio che, presto o tardi, li renderà illeggibili, dunque, inservibili al loro precipuo scopo.

 Il libro cartaceo, insomma, è inevitabilmente destinato a essere sostituito da supporti digitali più agevoli da conservare. E che ne sarà allora delle nostre biblioteche domestiche fatte di libri cartacei e di pagine ingiallite? E di segni di dita e di tracce d’impronte? Di appunti e virgolette? Non saprei, intanto godiamoci ancora, e per quanto possibile, il piacere di un buon libro. Preferibilmente cartaceo.

 

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