RAF E GLI
ANNI 80
Cosa resterà
di questi anni 80 cantava Raf nell'anno 1989 quando, appunto, un decennio
comunque importante e significativo volgeva al termine. Mi torna in mente
questo delicato periodo mentre leggo, tra gli altri, un libro ambientato
proprio in quegli anni.
Gli anni 80
in realtà sono tra i meno raccontati e celebrati dell’ultimo scorcio di storia.
Preceduti dai tumultuosi anni settanta e seguiti da decenni tecnologici durante
i quali tutto cambiava, nel linguaggio, nelle relazioni sociali e in tutti gli
altri aspetti della nostra quotidianità.
Noi
adolescenti e giovani in quel decennio che viene ricordato soprattutto per il
cosiddetto ‘riflusso’, per gli yuppies e per il crollo del muro di Berlino,
siamo stati come schiacciati da quel che c’era prima e quel che sarebbe venuto
dopo. Troppo giovani per le barricate nelle piazze roventi degli anni settanta,
un tantino superati e a disagio di fronte ai cambiamenti imposti dalla
modernità tecnologica. E tutto quello che avevamo appreso e studiato diventava
carta straccia a partire dagli anni novanta e, ancor più, in seguito con i
computer, gli i phone, gli smartphone, l’intelligenza artificiale e tutte le
altre diavolerie tecnologiche. Siamo, forse, l’ultima generazione di ragazzi
che teneva in tasca una rubrica telefonica con i numeri scritti con la biro e
chiamava l’amico o il/la compagno/a al telefono fisso sperando che rispondesse la
voce desiderata e non qualcuno che si mostrava anche scocciato. Può dire che ho
chiamato? Già.
Eppure anche in quegli anni c’erano conflitti, impegno politico e sociale e voglia di cambiare il mondo. Con più disincanto però. Ecco, possiamo definirci in questo modo, la generazione del disincanto. Scrissi qualche tempo fa, molto tempo fa, che la nostra generazione era la prima nel dopoguerra a non aver mai sognato di cambiare radicalmente il mondo, di fare la rivoluzione. Dovrei ritrovare quegli appunti e approfondirli, intanto continuo nella lettura dei miei libri, tra i quali questo ambientato proprio negli anni 80 celebrati da Raf con un pezzo che non passerà certo alla storia della musica nazionale e mondiale.

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