ERRARE O PERSEVERARE?
Tutte le persone al mondo commettono errori. Grandi o piccoli, perdonabili o meno perdonabili, conseguenza di sciatteria, distrazione, incompetenza, presunzione e quant’altro. Frasi fatte. Dagli errori s’impara, gli errori aiutano a crescere, la cosa importante è non ripeterli. Errare humanum est perseverare autem diabolicum.
Ci sono momenti nella propria vita nei quali sono state fatte scelte che poi alimentano rimpianti o rimorsi. O, più semplicemente, si è scelto di non scegliere. L’opzione peggiore, quella che consegna a una vita apatica, senza slanci, senza desideri da esaudire. Uno stanco e lento procedere per strade sempre uguali, schiavi dell’abitudine e di un tran tran dal quale facciamo fatica a liberarci.
Quando si ha consapevolezza di un errore commesso bisognerebbe individuare e analizzare le cause che lo hanno prodotto. Senza perdere troppo la stima in sé stessi, percorso questo che può condurci verso l’ignavia. Ovvero, pur di non sbagliare non faccio nulla, sto fermo in attesa degli eventi. E si reagisce solo in funzione di quel che succede senza che facciamo nulla per determinare quest’accadimento, per indirizzarlo, per correggerlo, per deviarlo. Certamente, ci sono situazioni rispetto alle quali possiamo far poco perché frutto della casualità o delle condizioni sociali e materiali che ci capitano, dentro le quali nasciamo e viviamo. L’uomo (e la donna) fanno le circostanze quanto le circostanze fanno l’uomo (o la donna). Parole di Karl Marx.
Errare si diceva è molto umano. Siamo umani con i nostri difetti e le nostre debolezze. E io, in fondo, adoro le persone che sbagliano e che si mostrano fragili e difettose. In un mondo dove si tende sempre più alla ricerca di una presunta quanto impossibile perfezione.
Cosa dire al termine di queste confuse riflessioni? Che, tutto sommato, è anche bello sbagliare e che è comunque meglio una vita piena di errori a un’esistenza piatta dove si resta sul marciapiede per il timore di finire investiti attraversando una strada per scoprire nuove vie e inediti orizzonti.

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