LA VERITA'

Per conto mio la verità esiste solo in specifici casi. Quando c’è oggettività. Si può dire che oggi in un determinato luogo c’è il sole o piove o che qualcuno è nato o morto. C’è oggettività quando il pallone supera la linea della porta, oppure, quando nel tennis la pallina oltrepassa la riga finendo nel corridoio buono solo per le gare di doppio.

Si leggono spesso di questi tempi, sfogliando vecchi blog o nuove e avanzatissime pagine social,  impegnativi titoli tipo ‘la verità come non te la racconta nessuno’ o corbellerie simili. Ci sono sempre più tizi, esemplari di varia umanità, che spacciano le proprie opinioni per verità assolute. Confondendo l’opinione sempre legata a un’apparenza (doxa) con la verità oggettiva (aletheia). E si tratta, spesso e volentieri, di disquisizioni su temi anche abbastanza complessi formulate con estrema approssimazione e senza la necessaria acquisizione di saperi e conoscenze e la padronanza di strumenti analitici indispensabili per arrivare a conclusioni sensate o ad attendibili sintesi. 

Pensare non va più di moda da diverso tempo. E alzi la mano chi non si è imbattuto negli ultimi tempi in qualche personaggio che, a conclusione di un suo ragionamento, non abbia proferito la fatidica frase, io dico sempre quel che penso. Ecco, dire qual che si pensa può essere un bel problema. Soprattutto quando ci si dimentica di pensare prima di dire. O quando si ha la presunzione di poter parlare di tutto. Trascurando la necessità d’informarsi o di studiare. Perché tutti possono parlare di tutto, questo, purtroppo, è passato nel dibattito pubblico negli ultimi tempi e i ragionamenti devono essere semplificati per essere accessibili a chiunque. Con la tragica conseguenza che argomenti assai complessi vengano liquidati con poche e banali osservazioni. Insomma, come scrivevo prima, che si dica prima di pensare, d’informarsi o di studiare.

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