LA FINE DELL'ESTATE di Carlo Frattini
Di saggi e romanzi sugli anni del conflitto sociale e della lotta armata ne sono stati scritti diversi e non tutti, a mio parere, meritevoli di lettura o, addirittura, di pubblicazione.
Questo di Carlo Frattini, invece, è davvero un romanzo interessante con il racconto narrante di un protagonista di quegli anni.
Un giovane fiorentino che inizia la propria militanza politica nei collettivi studenteschi e, quando negli anni ottanta movimenti e organizzazioni sono ormai sconfitti dai potenti apparati repressivi dello Stato, decide di ‘arruolarsi’ in un’organizzazione lottarmatista. Corrono gli anni ottanta, la marcia dei colletti bianchi a Mirafiori con l’ondata dei licenziamenti alla Fiat segna un momento simbolico, un cambiamento quasi paradigmatico, una ridefinizione dei rapporti tra classi con il prevalere di quelle dominanti e padronali. Inizia una nuova fase tuttora in corso.
In questo contesto mentre migliaia di militanti rifluiscono in una dimensione privata o cadono nella trappola dell’eroina o della piccola criminalità, lo Stato vince la sua ‘guerra’ con le leggi speciali, gli arresti, le esecuzioni, l’utilizzo smodato della tortura.
Diversi militanti decidono di utilizzare gli strumenti della dissociazione o del pentimento altri continuano a combattere battaglie ormai perdute come i celebri kamikaze giapponesi al termine della seconda guerra mondiale.
Oltre gli aspetti sociali e politici comunque ben definiti, quel che m’interessa maggiormente è l’aspetto psicologico di soggetti che compiono scelte estreme mettendo a repentaglio la propria vita oltre che, chiaramente, anche quella di altri soggetti.
Significativo il dialogo al termine del romanzo tra due carabinieri protagonisti dell’ultima operazione repressiva, quella che disarticola quel che resta di un’organizzazione lottarmatista. Uno di questi militi, studente di storia, paragona, quasi,
questi militanti agli ‘eroi’ risorgimentali. In, fondo, argomenta il carabiniere, qualsiasi rivoluzionario è un potenziale ‘terrorista’. Il giudizio di valore che ne da una certa storia ufficiale dipende dall’esito della guerra che combatte. Se perde diventa un terrorista altrimenti guadagna anche qualche intitolazione di vie o strade.
Un romanzo assolutamente consigliato soprattutto per chi, come me, è appassionato di storie e vicende inserite in quegli anni così complicati e conflittuali come i settanta e gli ottanta dello scorso secolo.

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